Un lusso famigliare. È così che Enrico Buonocore descrive il suo universo Langosteria, che riporta ricavi in crescita, nuove aperture e un premio fresco di vittoria.
Parlando di numeri, il gruppo prevede di chiudere il 2024 con un giro d’affari complessivo intorno ai 62 milioni di euro, con una crescita stimata tra l’11% e il 12% rispetto all’anno precedente. In particolare, le quattro location milanesi, come spiega il founder dell’insegna, “hanno performato in modo eccellente”: il ristorante storico di via Savona si prevede genererà un fatturato di circa 10,5 milioni di euro, il Bistrot toccherà i 10 milioni, il Cafè 11 milioni, mentre la Cucina chiuderà in coda a 2,5 milioni di euro. “Nelle location del Caffè e in via Savona abbiamo anticipato l’orario di apertura serale alle 18 ed è stata una sorpresa incredibile perché alle 19 il ristorante è già pieno”.
Rimanendo sempre in Italia, la realtà milanese da giugno scorso ha assunto la gestione diretta dei Bagni Fiore (prima faceva capo a Belmond), dove Langosteria Paraggi è presente dal 2017. “Quest’anno abbiamo avuto una vera e propria esplosione e abbiamo raggiunto il nostro record totale superando gli 8 milioni di euro di fatturato”.
Salendo ad alta quota, Langosteria aprirà la stagione a St. Moritz il 5 dicembre. “Abbiamo ritardato l’apertura rispetto all’anno scorso, poiché abbiamo notato che il flusso principale di clienti arriverà nelle prossime settimane”. Inoltre, “per Capodanno abbiamo già terminato tutte le prenotazioni, basti pensare che sono arrivate più di 700 richieste”. Lo scorso anno il ristorante ha chiuso con 6 milioni di euro di fatturato e quest’anno “pensiamo di raggiungere almeno un 10% di incremento”.
Il ristorante che ha performato meglio all’interno del gruppo milanese è il locale di Parigi, aperto nel 2021 in partnership con Cheval Blanc Paris, hotel dell’omonima catena alberghiera facente capo a Lvmh. Quest’anno “stimiamo di raggiungere qui oltre 15 milioni di fatturato”.

Intanto riguardo alle prossime aperture già in cantiere, a Londra si scaldano i motori per l’inaugurazione che avverrà in primavera, “poco prima del torneo di Wimbledon”; mentre a Miami, all’interno del The Raleigh, “credo apriremo verso fine 2027”. Inoltre, qualche mese fa Buonocore ha annunciato di voler mettere una bandierina anche a Porto Cervo. “Abbiamo individuato una location bellissima ‘sull’acqua’ che può avere un giusto taglio per noi e dove vogliamo replicare il successo di Paraggi”.
Riguardo ad eventuali nuove aperture, “riceviamo molte offerte, ma cerchiamo di selezionare quelle che sono più vicine al nostro posizionamento e alla nostra leadership”, aggiunge l’imprenditore. “Sicuramente in Europa potremmo ancora aggiungere una tappa dopo Londra, a cui stiamo lavorando, e il mio grande sogno è di approdare a New York”. Invece “se penso all’Italia, ci sono pochi posti dove il mio cuore batte e uno di questi può essere Venezia, se troviamo l’occasione giusta”.
L’energia investita dall’imprenditore Buonocore è stata apprezzata anche dal board de La Liste, classifica mondiale di firma francese che raccoglie i mille migliori ristoranti del mondo. Questa gli ha conferito, proprio ieri sera, il riconoscimento ‘Game Changer’ 2025 che premia chef o ristoratori “eccezionali che hanno lavorato attivamente per trasformare la cultura del settore attraverso impegno, dedizione ed educazione”, si legge in una nota.
“È un riconoscimento che rappresenta a pieno il lavoro che io e il mio team stiamo conducendo”, commenta Buonocore. “Facciamo tanti numeri e volumi, mantenendo però sempre un livello di servizio incredibile e una qualità gastronomica che è sempre in miglioramento. Quello che oggi mi inorgoglisce è vedere la crescita della nostra operatività, che sia in cucina, in sala o in accoglienza: miglioriamo di anno in anno”. Basti pensare, che a Parigi, nello specifico, “ogni sera c’è un 40-50% di clientela ricorrente. È un successo strepitoso”.
“Credo che Langosteria – conclude Buonocore – sia la nuova frontiera della ristorazione dove il vero lusso, oltre al posizionamento, è rappresentato da un ambiente accogliente, dove le persone vogliono tornare perché si sentono a casa, pur godendo di un livello di eccellenza. Credo che questa sia la direzione per il futuro della ristorazione e sono orgoglioso che La Liste riconosca il nostro approccio come un nuovo trend mondiale”. Un riconoscimento che non è solo di Langosteria, “ma anche per l’Italia”, conclude Buonocore.
