L’Alto Adige spinge sulle bollicine. Secondo i dati del Consorzio Vini Alto Adige, che riunisce 192 produttori coprendo il 98% del territorio, nel 2025 sono state prodotte 600mila bottiglie di questa tipologia, in crescita di oltre il 30% sulle 450mila dell’anno precedente. Una produzione che, come spiegato a Pambianco Wine&Food dal direttore Eduard Bernhart, è nelle mani di 11 produttori che producono metodo classico con Pinot Nero e Bianco, e Chardonnay, come da disciplinare, favoriti tanto dai gusti dei consumatori – oggi più che mai legati al consumo di bollicine – quanto dall’altitudine del territorio. “Ritengo che questa tipologia possa arrivare a quota un milione di bottiglie entro i prossimi cinque anni”, prevede Bernhart.
Nel complesso, la produzione altoatesina si attesta a 40 milioni di bottiglie, di cui il 96% Doc, per un giro d’affari di circa 350-380 milioni di euro, in miglioramento sull’anno precedente.
L’Horeca è il canale principale, mentre l’estero è destinatario del 40% delle vendite, con Stati Uniti, Germania, Uk come mercati principali, a cui fanno seguito Svizzera, Belgio, Olanda, Paesi nordici che, “pur rappresentano piccole economie rispetto, per esempio, agli Stati Uniti, sono stabili e stanno lavorando molto bene con la ristorazione”. Tra i prossimi mercati in apertura si contano invece Australia, Polonia e Sud America.
Pur con il contributo estero, il territorio altoatesino resta imprescindibile per la comunicazione e promozione del vino. L’enoturisimo è quindi un elemento fondamentale, tanto che il consorzio, tra le varie attività, ha realizzato un sito per raccogliere l’offerta enoturistica del territorio e ha promosso, in collaborazione con Idm Südtirol, catalizzatore per lo sviluppo economico sostenibile dell’Alto Adige, il progetto Wine&Bike, che unisce cicloturismo ed enologia. Non solo, lo scorso novembre è stato pubblicato il documentario sull’Alto Adige, mentre il prossimo anno* ci sarà l’inaugurazione della nuova casa del vino, sede del consorzio, nei pressi di Castel di Mareccio (Bolzano), che offrirà nuovi spazi e opportunità di accoglienza.
*Notizia modificata alle 15:40 del 6-03-2026
