Nel 2025 le bollicine italiane hanno migliorato ulteriormente il proprio primato, producendo e commercializzando 1,03 miliardi di bottiglie, in aumento dell’1,8% sull’anno precedente. Guardando agli spaccati attualmente disponibili, corrono le bollicine venete, mentre quelle piemontesi vanno a due velocità.
A farla da padrone c’è ovviamente il Prosecco Doc, che ha chiuso l’anno con 667 milioni di bottiglie (+1,1%), di cui circa 60 milioni di rosé, per un valore di 3,6 miliardi di euro, in linea con l’anno precedente. Oltre l’82% della produzione viene esportato in 164 Paesi e, secondo i dati relativi al periodo gennaio-settembre 2025, gli Stati Uniti si confermano primo mercato di sbocco (23,8% dell’export) con una crescita dell’8%, seguiti da Regno Unito (+1,1%) e Francia, che con un’importante crescita del +21,1% conquista il terzo posto, davanti alla Germania (+3,1%). Performance positive si registrano anche in altri mercati, consolidati o emergenti, come Grecia (+22,4%) e Messico (+14,5%). Alcuni mercati evidenziano invece una fase di contrazione, riflettendo dinamiche geopolitiche ed economiche specifiche.
“Per il 2026 – dichiara Giancarlo Guidolin, presidente del Consorzio di Tutela della Doc Prosecco – puntiamo a consolidare il valore del Prosecco Doc e a garantire una giusta redditività per tutta la filiera, in uno scenario che richiederà attenzione e capacità di adattamento. Prosegue inoltre il progetto low alcol (8-9 gradi), pensato per rispondere ai nuovi stili di consumo in linea con il nostro costante richiamo a un consumo responsabile e consapevole”.
Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg ha invece registrato un aumento dell’8% per un totale stimato di 98 milioni di bottiglie. “I numeri con cui chiudiamo il 2025 sono il frutto di un percorso costruito nel tempo, che mette al centro il territorio, le persone e la qualità”, dichiara Franco Adami, presidente del Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg. “La crescita delle vendite è per noi una conseguenza di un lavoro condiviso che guarda all’informazione, alla cultura e a una promozione sempre più consapevole della nostra denominazione, in Italia e nel mondo”.
Passando al Piemonte, il Consorzio Alta Langa ha comunicato che sono state vendute oltre due milioni di bottiglie, registrando un aumento del 10%, di cui l’85% destinate al mercato interno. Il consorzio conta 179 soci, tra viticoltori e aziende produttrici, mentre gli ettari vitati sono saliti a 500. Vista la buona riuscita della vendemmia 2025, il consorzio stima una produzione di 3,5 milioni di bottiglie.
Asti Spumante e di Moscato d’Asti, invece, secondo le stime comunicate dal Consorzio Asti Docg, hanno chiuso l’anno con circa 85 milioni di bottiglie, in decrescita del 4% rispetto al 2024. Di contro, l’ultimo trimestre ha registrato un “significativo incremento”, pari al +6%, in particolare per il Moscato d’Asti, che ha terminato il 2025 in linea con l’anno precedente.
