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Campari razionalizza il portafoglio: pronto a vendere 30 marchi per accelerare il deleveraging

Campari razionalizza il portafoglio: pronto a vendere 30 marchi per accelerare il deleveraging

by Redazione
10 Novembre 2025

Campari sembra pronto a vendere almeno 30 marchi in portfolio “che non siamo sicuri possano avere un futuro (e che pesano per il 9% sul fatturato totale, ndr)”, racconta il CEO, da gennaio scorso, del colosso dell’aperitivo Simon Hunt in una intervista a Il Sole 24 Ore. “Se non rendono, perché tenerli? Ci sono marchi di cui pensiamo di poterci sbarazzare, trovando gli acquirenti giusti, anche se nell’attuale contesto non è facile. Le cessioni ci consentono di ridurre rapidamente la leva: siamo già passati da 3,6 volte a 2,9, ora vogliamo scendere a 2,5 il più velocemente possibile”.

Dopo le recenti cessioni di Tannico e Cinzano, il gruppo dichiara di avere ulteriori trattative di cessione in corso per il 2026. “Il focus è lavorare su meno marchi, semplificare ed essere più disciplinati”.

Riguardo invece alla acquisizione di due anni fa del marchio di cognac Courvoisier, la società dichiara che ci vorrà diverso tempo per riuscire a integrarla perfettamente, “ma credo che se fra dieci anni ci troveremo qui a chiederci se è stato un buon acquisto, la risposta sarà affermativa. C’è molto da lavorare, anche per capire dove vogliamo portare questo marchio”.

Il colosso dell’aperitivo, intanto, ha archiviato i nove mesi con ricavi in lieve crescita, ma sotto la spinta contrastata di cambi e dazi. Le vendite nette si sono attestate a 2,3 miliardi di euro, in aumento dell’1,5% a livello organico e dello 0,2% complessivamente, con un effetto perimetro positivo dell’1,1% – trainato dall’inclusione di Courvoisier – e un effetto cambio negativo del 2,4 per cento. “Siamo orgogliosi dei risultati ottenuti, ma penso che ci sia ancora molta volatilità. Stiamo dimostrando di essere in grado di affrontare i trend negativi, ma non credo che siamo fuori dal contesto difficile”, continua il CEO.

Riguardo al mercato del no alcol, il colosso, osservando il successo di Crodino sul mercato domestico e la sua potenzialità all’estero, non esclude di “poter portare sul mercato una soluzione interna”.

Infine, in relazione al sequestro, in maniera preventiva di circa 1,3 miliardi di euro in azioni alla holding lussemburghese Lagfin, azionista di controllo del Gruppo Campari, (pari a circa il 16% del suo capitale), il CEO non ha rilasciato commenti, dichiarando di attenersi a quanto comunicato precedentemente alla stampa attraverso le fonti ufficiali.

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