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Cantine Riunite & Civ, fatturato a 266 milioni € (-5%). Focus su no e low alcol

Ph: Francesca Benini

Cantine Riunite & Civ, fatturato a 266 milioni € (-5%). Focus su no e low alcol

by Giorgia Dallasio
26 Febbraio 2026

Cantine Riunite & Civ chiude l’esercizio 2024-25, archiviato al 31 luglio scorso, con 266,5 milioni di euro di fatturato, in calo del 5% su quello precedente. Si affianca un utile netto a 1,8 milioni di euro, contro i 2,9 milioni del 2023-24.

Considerando, invece, tutto il gruppo – che comprende anche la controllata Gruppo Italiano Vini e le società estere di distribuzione, quali la francese Carniato e la statunitense Frederick Wildman & Sons – la realtà emiliana ha registrato ricavi consolidati intorno ai 650 milioni di euro, contro i 700 milioni del bilancio precedente.

“Stiamo affrontando l’evoluzione del mercato americano con un progressivo riposizionamento dell’offerta”, ha dichiarato a Pambianco Wine&Food Francesca Benini, sales and marketing director della società vitivinicola. “Gli Stati Uniti stanno attraversando una fase complessa, tra dazi, cambio sfavorevole e un cambiamento radicale nelle abitudini di consumo: si registra un forte decremento nell’acquisto di alcolici di tutti i tipi”.

In generale, sul fronte dell’export, che conta circa il 50% delle vendite totali, hanno però performato bene l’Asia (+15%) e l’Europa (+2,5%). Risultati positivi sono arrivati anche dal mercato inglese, “dove vendiamo quasi esclusivamente prosecco”.

Ma non solo. “Stiamo operando in India già da due o tre anni con lambrusco e prosecco e crediamo che il Paese abbia un alto potenziale, soprattutto per la popolazione in costante crescita e il partenariato in fase di approvazione con l’Unione Europea“. Tuttavia, è necessario ricordarsi che “ogni stato dei 28 totali di questa nazione ha una normativa a sé e una articolazione complessa in termini di introduzione del vino; non è dunque semplice penetrare questo mercato, ma l’azienda sta lavorando per riuscirci attraverso un approccio analitico e sistematico”.

Relativamente all’area Mercosur, il gruppo è presente in tutto il sud America, ma, in particolare, il Brasile risulta essere la piazza più importante, dove la società è presente con il Lambrusco. Attualmente “lavoriamo con tre importatori storici con cui stiamo performando bene, ma stiamo facendo delle riflessioni più accurate, anche perché ci vorranno anni prima di vedere risultati tangibili sull’accordo in corso“.

Il mercato domestico, che pesa il restante 50% delle vendite, sfrutta per l’80% il canale moderno, mentre il 20% è occupato dall’Horeca. Qui le vendite “si sono assestate in linea con gli anni precedenti, ancora condizionate dal clima di incertezza e da un minore potere di acquisto delle famiglie”, continua Benini.

In termini di investimenti, la cooperativa nel corso dell’anno ha speso 5,6 milioni di euro nei propri siti produttivi emiliani e veneti “con l’obiettivo di migliorare la sostenibilità ambientale e potenziare la capacità produttiva” e più di dieci milioni in comunicazione e pubblicità.

Nel 2026 la società si focalizzerà su diverse iniziative. In primis, in virtù delle nuove modalità di consumo delle generazioni più giovani “stiamo lavorando a una linea facile, accessibile, giovane che sia comunicata in modo altrettanto semplice e ingaggiante, sia in termini di prodotto che packaging”. Poi, seguendo il trend legato al benessere, “stiamo lavorando a nuovi prodotti no e low alcol, che potrebbero essere indirizzati anche a canali di vendita che oggi noi non serviamo, come eventi pubblici con elevata affluenza”.

A questi progetti, si affianca il tema della mixology, “a cui stiamo lavorando sia in termini di ready to drink in bottiglia, per cui abbiamo una gamma completa di cinque prodotti, sia di cocktail a base vino con progetti per il punto di consumo creati con partner di rilievo (Progetto RedMix)”. Il concept del ready to drink è pensato, ad esempio, “per realtà come villaggi turistici o alberghi all inclusive, dove non sono presenti bartender o per rendere più veloce ed efficiente il servizio di somministrazione dei drink”.

In parallelo, “continuiamo a consolidare il segmento del metodo classico e abbiamo lavorato nell’ultimo periodo sul progetto di posizionamento alto e premium del nostro brand Dei Cavalieri con la riformulazione della gamma prodotti e il restyling della nostra gamma di prosecco con un rebranding della linea dei Cavalieri“, conclude Benini.

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