Continua la frenata dello champagne nel 2024 che, per la prima volta, arretra addirittura sotto i livelli pre-Covid. Le vendite totali della celebre bollicina francese hanno infatti riportato un calo del 9,2% a 271,4 milioni di bottiglie, frutto di una flessione sia sul mercato interno sia dell’export. Il dato segna una brusca ritirata non solo sul 2023 (anno chiuso in calo dell’8,2% a 299 milioni di bottiglie) ma anche sul 2019, ultimo anno pre-pandemia, quando le bottiglie vendute si attestavano a quota 297,3 milioni (302 milioni nel 2018 e 307 milioni nel 2017).
Si ricorda poi che alla decrescita del 18% nel 2020 aveva fatto seguito un rimbalzo del 33% nei due anni successivi, portando lo Champagne a raggiungere 325 milioni di bottiglie nel 2022.
Tornando al 2024, la Francia ha registrato 118,2 milioni di bottiglie in calo del 7,2% sull’anno precedente, “e continua a risentire del contesto politico ed economico negativo”, si legge nella nota ufficiale del Comité Champagne. Allo stesso modo inchioda l’export che, con 153,2 milioni di bottiglie (pari al 56,4% del totale), riporta una flessione del 10,8% rispetto al 2023.
Un risultato che non lascia sorpresi e che conferma quindi il trend negativo dei primi sei mesi, come anticipato sul numero di novembre-dicembre 2024 di Pambianco Wine&Food Magazine.
I dati riguardanti l’Italia non sono ancora disponibili ma secondo Luca Cuzziol, amministratore unico di Cuzziol Grandi Vini: “Sono ancora più negativi e dovrebbero essere intorno al -20 per cento”. Le motivazioni? Diverse. “Lo champagne negli ultimi quattro anni è aumentato di listino quanto negli ultimi quindici, e questo è certamente un problema”.
Secondo Gianpaolo Girardi, fondatore dell’azienda di distribuzione Proposta Vini: “nel 2025 proseguirà il momento di sofferenza dello champagne, mentre gli spumanti italiani continueranno la loro crescita, grazie a una maggior diffusione della tendenza ad accompagnare questa tipologia di prodotto a tutto il pasto”.
