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Luca Cuzziol

Luca Cuzziol

Cuzziol GrandiVini, ricavi a 25,7 mln € (+1,2%). Ebitda margin in lieve calo

by Alessandro Franceschini
23 Gennaio 2025

Fatturato poco sopra quello del 2023, a 25,7 milioni di euro (+1,2%), e un ebitda margin che scende dall’11,2% al 9,8 per cento. Sono i numeri di fine 2024 di Cuzziol Grandi Vini, una delle aziende leader dello scenario distributivo italiano di vini e distillati di pregio. 

“Abbiamo chiuso in leggera crescita rispetto all’anno scorso ed è un dato positivo considerando che il mercato è molto contratto”, spiega a Pambianco Wine&Food Luca Cuzziol, amministratore unico dell’azienda di Santa Lucia di Piave, a margine della tappa milanese della consueta riunione nazionale degli agenti, nella quale viene presentato il nuovo listino (sette nuovi ingressi quest’anno da Italia, Inghilterra, Austria e Francia). Non preoccupa, invece, il calo dell’ebitda, sostanzialmente dovuto all’importante piano di investimenti che dal 2025 al 2027 prevede ancora più formazione e una ridefinizione della forza vendita.  

Gli ultimi mesi dello scorso anno hanno avuto un andamento positivo per Cuzziol. “Bene settembre, ottobre in doppia cifra, ottimo anche novembre”. Il Natale, invece, meno frizzante del solito. “Ma noi non siamo un’azienda che aspetta il Natale: vendiamo piccoli e medi produttori e ci rivolgiamo principalmente alla ristorazione”.

Tra le referenze che occupano un ruolo di primo piano nel listino di Cuzziol ci sono le bollicine, a partire dallo champagne, che proprio in questi giorni ha diffuso i dati ufficiali relativi all’export, con un netto calo del 10,8 per cento. “Ma quelli specifici dell’Italia, che non sono stati diffusi, sono ancora più negativi e dovrebbero essere intorno al -20%”, continua Cuzziol, confermando quindi il trend negativo dei primi sei mesi, come avevamo scritto sul numero di novembre-dicembre 2024 di Pambianco Wine&Food Magazine. “Si tratta di almeno 1,5 milioni di bottiglie in meno, non è poco”.

Le motivazioni? Diverse naturalmente. “Lo champagne negli ultimi quattro anni è aumentato di listino quanto negli ultimi quindici, e questo è certamente un problema”. Aumenti che poi, naturalmente, hanno visto far crescere i prezzi nelle carte dei vini, spesso utilizzate dai ristoratori per marginare come invece non si riesce a fare con la cucina.

Difficile, ora, fare previsioni per questo 2025, che sembra ereditare un po’ tutti i problemi dell’anno appena concluso e che, anzi, si è aperto con le preoccupazioni legate al nuovo codice della strada, che sembra stia avendo un effetto negativo nella vendita del vino nel canale Horeca. “Sì, c’è anche un calo dovuto a questo, ma non deve diventare un alibi però”, commenta l’imprenditore veneto. “I prezzi dei listini sono aumentati tanto e i salari sono fermi. C’è una mancanza di visione all’interno di tutta la filiera del vino”.

Quali sono i distretti del vino che potrebbero essere più dinamici in questo 2025? “Vedo un recupero di interesse per i vini del Friuli Venezia-Giulia e il consolidamento del TrentoDoc. Confido, infine, molto nelle Marche: il Verdicchio è uno dei migliori vini bianchi di Italia, basso di gradazione e con la capacità di invecchiare, e il territorio ha bellissime attrazioni turistiche”, conclude Cuzziol.

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