Palazzo di Varignana ha archiviato il 2025 con circa 19,5 milioni di euro di fatturato, in crescita dell’8% sui 18,1 milioni di euro del 2024. A questi si affiancano le tre aziende agricole del gruppo – Agrivar, Ca’ Masino e Torre Cavina – che hanno raggiunto nel complesso 2,7 milioni di euro contro i 2,2 milioni del 2024.
E per il 2026 la realtà immersa tra i colli bolognesi ha deciso di ridefinire la propria identità. La nuova visione, infatti, eleva Palazzo di Varignana – Heritage of Italian Lifestyle a brand ombrello, riunendo sotto di sé i diversi progetti di hospitality. La sfida “è stata individuare il vero tratto distintivo dell’esperienza di soggiorno: un filo conduttore che unisse benessere scientifico e olistico, ristorazione, sport, natura e arte”, racconta Anna Gasperini, head of corporate marketing.
Nello specifico si distinguono la declinazione alberghiera, che da Palazzo di Varignana Resort diventa Regenerative Lifestyle Resort, focalizzato sulla proposta di percorsi di rigenerazione e benessere, a cui si affiancano le sei ville Villas Collection; Ever Destination Concierge, il progetto dedicato alla progettazione di esperienze su misura in Emilia-Romagna; e le aziende agricole con i loro agriturismi Oliveto sul Lago e Borgo alle Crete. I prodotti come il vino e l’olio extravergine d’oliva rimangono a marchio Palazzo di Varignana.
“Per anni parlare di Palazzo di Varignana ha significato raccontare un resort, con altri progetti a fare da cornice”, racconta Anna Gasperini, head of corporate marketing. “Nel tempo però ci siamo però resi conto che questa definizione era diventata stretta: la forza di Palazzo di Varignana stava sempre più nella capacità di unire mondi diversi in modo sinergico, rendendoli reciprocamente garanti di coerenza narrativa ed esperienziale”.
Sul prossimo numero di giugno/luglio di Pambianco Wine&Food uscirà un approfondimento sulle strutture ricettive di lusso che propongono percorsi rigenerativi con medical spa.
