Devodier, storica azienda di prosciutti parmensi, chiude i nove mesi dell’anno registrando una crescita del 5%. Nel 2024 la società, specializzata nella produzione di prosciutti di qualità da tre generazioni, aveva archiviato 33 milioni di euro, a +3,6% sull’esercizio precedente.
La performance positiva di quest’anno è dovuta “al traino dell’export, che rappresenta circa il 15% delle vendite, e che ha avuto un incremento a volumi del 16% con un mix che si è spostato verso il prosciutto intero”, ha dichiarato Michele Devodier, terza generazione alla guida del marchio. I mercati più performanti sono stati Usa – “nonostante i dazi”-, Francia e Germania “che amano i salumi premium e sono sempre alla ricerca di prodotti gourmet ad alta stagionatura”. Inoltre, “alcuni importanti lanci di prodotti, come la verticale di prosciutto, hanno contribuito a creare un nuovo fatturato”.
In termini di canali di vendita, “lavoriamo da sempre multicanale, a partire dal settore gastronomie che è il nostro fulcro storico con un assortimento ampio”, continua Devodier. “Operiamo esclusivamente nella fascia premium più alta con un prodotto che possa portare valore distintivo al cliente creando forte fidelizzazione. Questa fascia di interesse è cresciuta molto negli ultimi anni, sia in Italia che all’estero, permettendoci di iniziare progetti anche in Paesi e canali storicamente più chiusi verso il segmento”.
Nei prossimi anni, la società vuole focalizzarsi sulla sostenibilità. La certificazione ‘Made Green in Italy’, rilasciata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, “è un bellissimo traguardo”, conclude Devodier. “Poi la cultura del prodotto: è necessario raccontarlo e spiegarlo affinché il consumatore finale ne possa approfondire sempre di più la conoscenza e le tantissime sfaccettature”.
*Notizia modificata il 20 novembre alle 17:30
