Veronafiere punta sempre più attenzione sull’estero. Ad oggi, la società conta 45 manifestazioni in Italia e all’estero, in diversi settori come l’agroalimentare, le costruzioni, l’arte e la logistica. Tra queste emerge Vinitaly, per cui Gianni Bruno ricopre il ruolo di responsabile exhibition manager.
Sul palco del 5° Wine & Food Summit promosso da Pambianco – PwC, Bruno ha dichiarato di osservare, durante Vinitaly, che “la domanda non si basa più sull’avere il meglio dei buyer dell’Horeca italiana, quanto sull’avere i migliori buyer internazionali”. Negli ultimi anni, inoltre, si è notato come “un terzo dei visitatori presenti alla manifestazione provengano dall’estero, così come sta crescendo sempre di più anche la percentuale di operatori internazionali rispetto a quella italiana”.
“Se prima eravamo abbastanza statici sull’Italia e sulle nostre manifestazioni, con il tempo abbiamo deciso invece di accompagnare le aziende anche sui mercati internazionali, creando delle fiere all’estero”, come, per esempio, Vinitaly Usa, che si è tenuta lo scorso weekend per il secondo anno di fila a Chicago. Qui “abbiamo portato circa 270 produttori italiani a incontrare direttamente il mercato americano”. La società opera anche in Cina, “dove siamo presenti con tre manifestazioni”, e presto “approderemo in Giappone e in India, poiché abbiamo messo in atto una ricerca di nuovi mercati”. Ad esempio, lo scorso anno il Kazakistan “è stata una bellissima scoperta”.
Infine, “è fondamentale non dimenticare l’aspetto promozionale del vino italiano, che, con le sue oltre 500 denominazioni, è abbastanza complicato da far comprendere all’estero”. Per questo “abbiamo creato una academy con cui formiamo i futuri ambasciatori del vino, che oggi sono circa 600 nel mondo”.
Nonostante la fiera sia più concentrata sul b2b “non bisogna dimenticare il consumatore finale”, conclude Bruno. “Per questo abbiamo creato anche ‘Vinitaly and the City’, una manifestazione nel cuore di Verona che ha riscosso talmente tanto successo da aver deciso di portarla anche nel resto del Paese”. Infatti, “l’abbiamo lanciata anche in Calabria, raggiungendo circa 30mila persone in due giorni, e andremo poi anche in Sardegna”.
Infine, “vogliamo elevare quanto più possibile la ristorazione in fiera”, conclude Bruno. “I buyer stranieri si aspettano una cucina di valore tanto quanto lo sono i vini presentati. Dunque, ci muoveremo con una riqualificazione quanto più profonda possibile delle aree food per garantire una proposta gastronomica di alto livello, seppur veloce perché ovviamente siamo in fiera”.
Intanto, prosegue il piano di rilancio 2024-26 di Veronafiere che ha archiviato lo scorso esercizio con ricavi consolidati in crescita a 125,5 milioni di euro (+4%), un ebitda di 25,8 milioni (+15,7%) e un utile di 9,5 milioni (+150 per cento).