“Data la persistente mancanza di visibilità macroeconomica, le incertezze geopolitiche legate alle politiche tariffarie tra Stati Uniti e Cina, e l’assenza fino ad oggi di una ripresa nel mercato statunitense (…), Rémy Cointreau ritiene che non sussistano più le condizioni necessarie per mantenere i propri obiettivi per il periodo 2029-2030″, si legge nella nota pubblicata il 4 giugno dal colosso francese. “Di conseguenza, il gruppo ha deciso di ritirare gli obiettivi per il 2029-30 originariamente comunicati nel giugno 2020”. Una decisione che “riflette anche l’imminente arrivo di un nuovo amministratore delegato (Franck Marilly, ndr), il quale stabilirà la propria roadmap strategica”. Rémy Cointreau aveva inizialmente stimato ricavi in crescita high single-digit.
Una decisione, già preventivata dagli analisti di Citi e Bloomberg, che accomuna lo specialista del cognac ad altri player di settore che, a causa di un mercato altamente volatile, hanno ridotto le proprie stime. Tra questi si contano Diageo e Pernod Ricard.
Per l’anno 2025-26, Rémy Cointreau prevede vendite in aumento in mid-single-digit su base organica, “trainate principalmente da un forte rimbalzo tecnico delle vendite verso gli Stati Uniti a partire dal primo trimestre”.
Quanto comunicato è stato reso noto in occasione della pubblicazione dei dati annuali riferiti all’esercizio 2024-25, chiuso con ricavi a 984,6 milioni di euro (-18%) e un utile operativo di 217 milioni, in flessione del 30,5%, ma migliore rispetto al -31,7% atteso dal consensus.
Il titolo di Rémy Cointreau ha chiuso la seduta di Borsa del 4 giugno con un rialzo del 4 per cento.
