A causa dell’attuale incertezza macroeconomica e geopolitica in molti dei mercati chiave, Diageo ritira la guidance di medio termine. Il colosso britannico a cui fanno capo brand quali Don Julio, Guinness e Johnnie Walker lo ha annunciato in occasione della semestrale pubblicata lo scorso 4 febbraio.
Il gruppo ha specificato che la possibile introduzione dei dazi da parte degli Stati Uniti sui prodotti provenienti da Messico e Canada, come per esempio il tequila Don Julio e il whisky canadese Crown Royal, che generano nel complesso il 45% delle vendite in Usa del gruppo, potrebbero avere un impatto economico di circa 200 milioni di dollari (circa 193 milioni di euro) sull’utile operativo dell’anno finanziario in corso.
Per mitigare l’impatto di queste tariffe, Diageo sta quindi considerando misure come aggiustamenti dei prezzi, gestione dell’inventario, riallocazione degli investimenti e ottimizzazione della catena di fornitura. “Riteniamo oggi di poter coprire circa il 40% di tale importo prima di qualsiasi azione sui prezzi”, ha detto a Reuters il CFO Nik Jhangiani.
“L’introduzione dei dazi e l’incertezza sulle loro possibili evoluzioni rendono più complesso aggiornare le previsioni finanziarie”, afferma il gruppo. “Sebbene il primo semestre abbia mostrato slancio positivo, il mantenimento di questa crescita potrebbe essere più difficile a causa delle nuove difficoltà. Diageo aggiornerà le sue previsioni quando sarà possibile valutare meglio l’impatto finanziario di questi sviluppi”.
Nei sei mesi appena conclusi, Diageo ha registrato vendite a 10,9 miliardi di dollari, in calo dello 0,6% su base reported e in aumento dell’1% su base organica, superando così le aspettative degli analisti che prevedevano un incremento dello 0,4 per cento.
Il titolo del gruppo ha chiuso la seduta del 5 febbraio in calo del 3,8 per cento.
