Breaders, il nuovo gruppo bakery composto da diverse insegne della panificazione, stima per il 2025 un giro d’affari di circa 22 milioni di euro, contro i 17,4 milioni del 2024, e di arrivare a quota 28 punti vendita, dai 22 attuali. I protagonisti di questa impresa collettiva sono le società Forno Brisa (Bologna), controllata al 100%, Davide Longoni Pane (Milano), Mamm (Udine), Mercato del Pane (Pescara/Chieti) e Pandefrà (Senigallia), partecipate ciascuna al 75 per cento. Il progetto nasce da una visione condivisa tra i soci fondatori, che siedono nel Cda di Breaders e nelle società operative, mantenendo un ruolo attivo nella gestione strategica e imprenditoriale.
“Il nostro obiettivo comune dal principio è stato fare impresa in un modo cosciente, mettendo a sistema le competenze e creando un network solido”, ha raccontato a Pambianco Wine&Food Pasquale Polito, CEO di Breaders e founder di Forno Brisa. “Non siamo un unico brand, ma una flotta di maison artigiane che hanno una propria identità, mantengono una autonomia operativa e continuano ad agire sul proprio territorio; tuttavia ognuna deve sottostare ad alcune regole e veti che abbiamo definito durante la costituzione della società, avendo una strategia e un piano condivisi”.
Tra i prossimi progetti “stiamo guardando in Italia ad altre società da inglobare in Breaders, con dimensioni similari alle nostre e fatturati tra i 4 e gli 8 milioni di euro. Con alcune siamo già in fase di ‘recruiting'”, continua Polito. Inoltre, a lungo andare, “vogliamo rendere le società indipendenti da noi founder trovando figure manageriali che mi auguro, tra dieci anni, affiancheremo solo come consiglieri”.
Il business plan prevede, inoltre, di concludere un round da 5 milioni di euro, “sostenuto da accordi in corso con diversi investitori”. In questo scenario, che comprenderebbe in proiezione anche l’ingresso di due nuove realtà nel gruppo, il fatturato consolidato per il 2025 potrebbe salire a 31 milioni di euro, con un ebitda di 4,3 milioni, fino a raggiungere 54,7 milioni di euro di ricavi e 10,8 milioni di ebitda entro il 2028.
E il progetto non guarda solo al pane. Tra i prossimi obiettivi rientra una diversificazione di settore, mirata a rafforzare il posizionamento del gruppo e ad ampliare le competenze condivise. Il focus sarà sul segmento del caffè e del cioccolato, aree in cui Forno Brisa ha già mosso i primi passi con una piccola torrefazione di specialty coffee e un laboratorio di cioccolato all’interno della pasticceria. “Non vogliamo gestire un’altra filiera completa, dal frutto al prodotto finito, ma solo espandere le nostre conoscenze, magari con un’acquisizione in un diverso segmento”, conclude Polito.
