Serena Wines 1881 punta sul consolidamento del proprio marchio e stima per la fine dell’anno ricavi in crescita del 9 per cento. “Contiamo di chiudere il 2023 con 110 milioni di euro rispetto ai 101 dello scorso esercizio, anche se mancano ancora i risultati di dicembre”, ha dichiarato l’AD Luca Serena a Pambianco Wine&Food. “Questi numeri riflettono in parte l’aumento dei prezzi che abbiamo applicato sui prodotti a inizio anno e in parte una piccola crescita delle vendite che ci dà la spinta per il futuro”.
A livello di volumi l’azienda vitivinicola di Conegliano stima di archiviare l’anno con circa 27 milioni di bottiglie vendute, di cui 20 di Prosecco. “Siamo soddisfatti del 2023, anche se le premesse iniziali estremamente positive sono state poi rallentate dal fenomeno dell’inflazione”. Le vendite hanno subito una frenata rispetto al periodo post-Covid, portando a una stabilizzazione dei volumi “con alcuni numeri positivi grazie a due fattori chiave: la crescita delle vendite di vino sfuso in Italia e l’incremento delle vendite di bottiglie all’estero, che stanno registrando performance particolarmente buone, soprattutto negli ultimi mesi dell’anno. L’unico dato negativo che abbiamo osservato è la perdita dei volumi di bottiglie in Italia nell’Horeca, in particolare con un cliente storico. Comunque possiamo ritenerci soddisfati dei risultati complessivi”.
Guardando al futuro, “intravediamo prospettive positive, considerando anche il recente ridimensionamento dei prezzi dei materiali, in particolare del vetro”, aggiunge Serena. “Sebbene ci siano stati problemi di reperibilità dei materiali nel 2022, nel 2023 questo problema non c’è più stato”.
Il marchio esporta in 47 Paesi. Il podio vede prima la Germania, secondi gli Usa e al terzo posto Uk, ma è “la Francia, in continua crescita, che ci ha stupito molto”, continua Serena. “Qui siamo l’azienda di riferimento per il Prosecco, sia nella versione Doc originale Brut che nel biologico”. Inoltre, nel corso di quest’anno “abbiamo introdotto Serena Wines 1881 in cinque nuovi Paesi: Turchia, India, Kazakistan, Venezuela e Islanda. Nonostante non rappresentino una quota export significativa, credo che investire in tali mercati sia di importanza strategica per il futuro: è fondamentale per noi aver introdotto il nostro marchio Serena Wines 1881”.
La volontà dell’azienda veneta è, infatti, quella di promuovere il proprio marchio all’estero, ma non solo. “Stiamo seguendo la stessa strategia anche nel canale Horeca italiano, dove siamo molto presenti con il marchio conto terzi, ma vogliamo recuperare la visibilità del nostro primo brand”.
Oltre i confini del Belpaese a trainare le vendite è il Prosecco Doc in versione frizzante e spumante, mentre in Italia “c’è stata un’inversione del trend: a discapito della Doc vengono predilette le Cuvée”. Del portfolio di Serena 1881 fa parte, dal 2007, anche Champagne De Vilmont, prodotto di nicchia con un volume di circa 50mila bottiglie. “È ancora un numero piccolo, ma volevamo essere presenti in questa fascia di mercato per alzare l’asticella con il re delle bollicine”, continua Serena. “Si tratta di una visione di mio padre che ha creduto nelle potenzialità di avere in portfolio un vino francese”. Una delle ambizioni dell’azienda è di aggiungere alla gamma un Metodo Classico italiano “visto che sta andando molto bene e ci piacerebbe molto essere ambasciatori all’estero anche di questi vini”.
Il consolidamento del marchio Serena Wines 1881 è in cima alle strategie dell’azienda di Conegliano, ma “in aggiunta stiamo riflettendo su come ampliare e diversificare il portafoglio: abbiamo idee per espandere i vini fermi, anche a livello internazionale, pensando magari a qualche partnership. Non abbiamo ancora player con cui discutere di eventuali acquisizioni, ma se capitasse l’occasione non è un’operazione che escluderemmo”, conclude Serena.
