Che il 2023 sarebbe stato un anno cruciale per Giancarlo Perbellini e per il suo gruppo di lavoro è stato subito chiaro fin da febbraio, quando lo chef veronese ha annunciato la chiusura della ‘vecchia’ Casa Perbellini in San Zeno (Verona) per l’avvio di una nuova avventura con il trasferimento nello storico Ai 12 Apostoli. Arrivata l’estate, si è compiuto il trasloco in tempi record e dal 5 settembre i fedelissimi della Verona gourmet possono suonare al campanello in vicolo Corticella San Marco.
In piena fase di rimescolamento dei progetti, Perbellini e il suo mosaico di locali (ognuno con rispettiva società dedicata) attraversano dunque il 2023 come un anno di transizione. Sì, perché alcuni tasselli essenziali sono in evoluzione e il quadro si comporrà sicuramente nel 2024.
Raggiunto il totale recupero sul pre-covid, l’anno in corso dovrebbe chiudersi confermando i 9,5 milioni di euro di ricavi – ovvero quel che risulterebbe facendo un aggregato dei ristoranti e bistrot in cui lo chef veronese tiene il timone. “C’è stato sicuramente un afflusso maggiore, soprattutto di stranieri – riferisce a Pambianco Wine&Food Perbellini – ma contestualmente in Sicilia (con Locanda Perbellini al Mare, ndr) non abbiamo potuto fare sette giorni su sette per mancanza di personale. Sul Garda, dopo un luglio scarico, Locanda Perbellini al Lago ha ripreso da agosto. La Locanda Perbellini Bistrot Milano va bene e la stagione, in particolare a Verona, si è allungata molto”. I riflettori sono dunque puntati sul 2024.
Nel frattempo, la nuova avventura nel cuore di Verona è in piena fase di lancio. “Dopo la chiusura di Casa Perbellini – chiosa lo chef – abbiamo riaperto Ai 12 Apostoli il 5 settembre e le presenze si mantengono sui numeri del 2022. Ma considerato il raddoppio dei coperti e una squadra cresciuta a 17 persone, ci aspettiamo di fare molto di più una volta a regime”.
Nella nuova ‘Casa’ gli ospiti possono scegliere fra tre percorsi degustazione: la sala del Vòlto, la sala degli Affreschi e l’inedito Chef’s Table, che rappresenta la novità più attesa di questo progetto. Un’esperienza in continuità con l’intuizione di Casa Perbellini, tra i primi locali d’Italia ad avere una sala con affaccio sulla cucina. La formula prevede un menù a sorpresa, un orario di convocazione uguale per tutti e un servizio che va in scena a pranzo e cena come uno spettacolo per un ristretto numero di ospiti, dodici, come gli apostoli che danno il nome al ristorante.

