Cimbali Group ha chiuso il 2025 in linea con l’anno precedente, archiviato intorno ai 237 milioni di euro di ricavi netti e 243 milioni di ricavi lordi. Ad oggi, ha raccontato a Pambianco Wine&Food Claudio Torresan, direttore vendite Italia della realtà specializzata nella produzione di macchine professionali per caffè e attrezzature dedicate alla caffetteria, “considerando anche i primi mesi del 2026, continuiamo a vedere un andamento stabile”.
Sul totale delle vendite, 41 milioni sono stati generati dal mercato italiano, “dove copriamo circa un terzo del mercato con prodotti di fascia media e alta e abbiamo l’ambizione di crescere”.
La restante parte delle vendite è realizzata all’estero, dove il gruppo conta dieci sedi. Tra le principali piazze, si distingue l’Europa, “dove abbiamo un’ottima presenza, soprattutto in Francia, Penisola Iberica, Uk e Germania, ma nel target c’è anche la crescita in Nord America e in Medio Oriente”. Il mercato nordamericano “è strategico per noi, come per tutte le aziende del settore, ma abbiamo anche il vantaggio di avere lì una struttura produttiva dove realizziamo le macchine a marchio Slayer, riuscendo a garantirci un buon posizionamento”.
Le sfide sul mercato del caffè oggi “hanno un filo conduttore comune: il cambiamento nelle abitudini di consumo. Le nuove generazioni hanno un rapporto molto diverso con il caffè rispetto al passato, ed è difficile dare una lettura univoca a livello globale, perché i fenomeni sono molto differenziati tra loro”. Ad esempio, in Europa “stiamo assistendo a un rallentamento, poiché i consumatori che si orientano verso altre bevande. Al contrario, mercati come l’India stanno vivendo una crescita straordinaria”.
Lo scorso anno l’azienda ha introdotto Supera, la nuova piattaforma superautomatica disponibile nelle versioni Senso e Dolcevita. “Stiamo già iniziando a vederla nei locali che seguiamo e l’obiettivo è che prenda le redini dei modelli precedenti nel segmento delle superautomatiche, parte rilevante dei nostri volumi”.
In aggiunta, a marzo scorso “abbiamo stretto una collaborazione strategica con Mazzer, unendo la nostra expertise nell’estrazione alla loro specializzazione nella macinatura”, conclude Torresan. Il primo risultato è il macinadosatore Mazzer x Slayer, “ma la visione è più ampia: costruire un ecosistema integrato in cui macchina e macinadosatore comunicano in modo fluido, attraverso fasi di sviluppo successive nel tempo”, conclude Torresan.
Titolo modificato il giorno 2 luglio alle ore 17:58
