Un nuovo prodotto, l’apertura di uno speakeasy e ricavi in crescita intorno ai cinque milioni di euro. Il 2026 si dimostra ambizioso per Portofino Dry Gin, la società che produce il distillato italiano ideato nel 2019 da Ruggero Raymo, Alessandro Briola e Chris Egger nell’omonima località ligure. In Italia viene distribuito da Velier e realizzato dalla Distilleria Quaglia di Castelnuovo Don Bosco (Asti).
Dopo un 2025 archiviato intorno ai quattro milioni di euro di ricavi, “per l’anno in corso ci aspettiamo di raggiungere cinque milioni”, racconta a Pambianco Wine&Food Ruggero Raymo, CEO & co-founder di Portofino Dry Gin. “Anche se il contesto economico non è semplice, siamo fiduciosi di continuare a crescere come stiamo facendo, creando connessioni sempre più forti con i nostri consumatori sia sul mercato italiano che all’estero”.
La gran parte del fatturato, intorno al 90%, è generata dalla dimensione Horeca: “Puntiamo molto sulla connessione col mondo dei bartender: ci piace chiamare il nostro prodotto da ‘back bar’, dunque ben visibile sugli scaffali dietro al bancone”. La Gdo, seppur pesi solo il 10%, “rimane comunque importante e ci stiamo entrando in maniera selezionata, puntando sulla qualità piuttosto che sulla quantità”. Ad oggi il marchio produce circa 300mila bottiglie all’anno.
La società, che ha ottenuto la certificazione B Corp lo scorso gennaio, opera in 65 Paesi e la quota delle esportazioni tocca circa il 42%. Tra i principali mercati emergono il Regno Unito che, “nonostante sia un mercato abbastanza saturo per il gin, dimostra molta curiosità per il nostro prodotto”, e Francia.
Tra i nuovi progetti per l’anno emerge l’apertura a settembre “del nostro primo speakeasy a Milano, che sarà brandizzato Portofino Dry Gin e dove ospiteremo, oltre che un menu con food pairing, i ‘Portofino Moments’ con eventi per tutto il mondo trade, e non solo, per raccontare la nostra realtà a 360 gradi”. L’idea di aprirlo deriva dalla volontà di “parlare direttamente al consumatore e avere uno spazio fisico dedicato. Partiamo con Milano, poi si vedrà”.
E dopo il classico Portofino Dry Gin e la limited edition La Penisola (che conta circa 16mila bottiglie e utilizza solo botaniche di Portofino), la realtà ligure lancia Portofino Botanical Spirit: Light Edition, con una produzione iniziale dedicata a Italia, Francia e Uk di circa 10mila bottiglie. Si tratta del suo primo distillato botanico di media gradazione alcolica (20% vol.) nato per inserirsi “nell’evoluzione delle abitudini di consumo contemporanee, offrendo una nuova proposta che non si limita ad arricchire la gamma, ma apre una nuova categoria, ovvero quella del low alcol dedicata a chi vuole gustarsi un aperitivo senza compromettere l’esperienza né rinunciare al piacere del rito”.
Al centro della ricetta si trovano alghe marine distillate sottovuoto e acqua del Mar Mediterraneo italiano, incluse in una selezione di 25 botaniche. L’etichetta della bottiglia raffigura la baia di San Fruttuoso, luogo profondamente legato alla storia e al territorio che hanno ispirato il Botanical Spirit.
