Ricasoli 1141, storica realtà vitivinicola toscana, archivia il 2025 con 24 milioni di euro di fatturato consolidato (+9%), 2,8 milioni di bottiglie vendute e un ebitda intorno al 15%. A spingere i ricavi, lo scorso anno, hanno contribuito “la tradizione storica dei vini Ricasoli, l’hospitality crescente nel Castello di Brolio e la società di distribuzione”, ha dichiarato a Pambianco Wine&Food Scipione Della Chiesa, AD della società Ricasoli Distribuzione.
La società ‘casa madre’, specializzata nell’area del Chianti Classico, detiene 1.200 ettari di proprietà di cui 249 ettari a vigneto e 26 a oliveto. Sulle vendite delle etichette di vino a marchio Ricasoli, l’Italia incide per circa il 30%, pari a sette milioni di euro. Qui la Gdo occupa il 7% delle vendite, poiché “abbiamo sempre fatto estremamente focus sull’Horeca con un buon mix tra ristorazione e hotel”, aggiunge la direttrice commerciale Italia Maria Bertelli.
Sul fatturato totale, 17* milioni vengono invece realizzati all’estero. “Ricasoli è un marchio storico e negli anni abbiamo sviluppato contatti con circa 80 Paesi”, continua Bertelli. Tra i principali mercati storici emerge il Canada, “che consideriamo la geografia più importante, grazie al lavoro di Quèbec e Ontario, che hanno due gestioni completamente differenti”, Usa, Asia ed Europa. Qui, tra gli altri, “abbiamo una presenza importante nei Paesi scandinavi, Svezia e Norvegia”.
E, oltre a produrre e vendere i propri vini, da qualche anno la storica realtà toscana ha ampliato il suo raggio d’azione fondando Ricasoli Distribuzione, a cui fanno capo sia l’attività di distribuzione dei prodotti Ricasoli in Italia sia le attività di distribuzione di alcuni marchi esteri. A guidare la società, oltre all’AD Scipione Della Chiesa, vi è Sofia Ricasoli, presidente e figlia del barone Francesco, proprietario della ominima casa madre Ricasoli. Questa realtà “è nata con l’obiettivo di consolidare le vendite di propri vini sul mercato domestico, ma anche sviluppare una distribuzione di marchi esteri”, dichiara la presidente.
In particolare, del portfolio fanno parte oggi Domaine Les Ormosseaux, piccola realtà francese della Loira a conduzione famigliare, il produttore friulano Ronco del Gelso, “per cui ci occupiamo da inizio anno della distribuzione solo nel sud Italia”, e, dal 2021, Champagne Henriot che sul mercato italiano conta 50mila bottiglie. Lo scorso anno, il segmento ha visto poi anche l’ingresso di Innesto, il progetto della presidente Sofia Ricasoli, che ha segnato la sua entrata in azienda.
Si tratta di “un progetto nuovo e indipendente che il mercato sta accogliendo molto bene”, racconta Ricasoli. “È una sorta di spin-off della linea ‘madre’ ma con una sua precisa identità e, ad oggi, conta due etichette: un Chianti Classico Riserva e un secondo vino – Innesto Numero Uno – che rappresenta la parte più creativa di questo laboratorio sperimentale ed è blend di più annate a base di Sangiovese con una piccola parte di Merlot”.
*Notizia modificata il 21 maggio ore 16:15
