Ditta Artigianale accelera la sua espansione, sia in termini di ricavi che di nuove aperture. L’azienda, specializzata nello specialty coffee, aprirà, nei prossimi giorni, il settimo locale a Firenze e punta ad inaugurare altri due nuovi punti vendita a Milano nel 2026.
Ad oggi, Ditta Artigianale conta sei locali attivi nel capoluogo toscano e uno in quello meneghino. “Siamo nati come micro roastery di specialty coffee nel 2013, per poi aprire la prima vera e propria caffetteria nel 2014 con l’obiettivo di vendere una vera e propria esperienza raccontando il caffè in maniera diversa”, dichiara a Pambianco Wine&Food Francesco Sanapo, co-founder del progetto insieme a Patrick Hoffer.
“Con la quinta apertura avvenuta nel 2023, abbiamo deciso di produrre interamente da soli l’offerta bakery per avere un controllo totale su quello che servivamo, aumentandone la qualità”. L’offerta food si estende, infatti, dalla colazione fino all’aperitivo, con una gamma di dolci e lievitati come croissant cinnamon buns e carrot cake o proposte salate come focacce farcite.
Dopo Firenze, quest’anno “abbiamo deciso di aprire per la prima volta a Milano, in corso Magenta 31, e puntiamo ad altri due locali nel 2026”. Attualmente il capoluogo meneghino “è il focus dell’azienda, dove voglio ottenere anche qui lo stesso successo avuto in Toscana. Ad oggi ci affidiamo a un fornitore esterno per la parte bakary, ma vorremmo, per quanto complicato, avere anche qui la nostra produzione”. Poi, in futuro, “potremmo continuare ad espanderci anche fuori Italia”.
Nel complesso, l’azienda si prepara ad archiviare l’anno con circa 9,4 milioni di euro di fatturato, in crescita del 27% sui 7,4 milioni dell’esercizio precedente. Le marginalità “vanno bene, siamo intorno all’8%, però bisogna stare molto attenti ai costi, soprattutto con queste tipologie di format dove la qualità deve rimanere sempre molto alta”. Quello che “ho notato in generale sul mercato è che non c’è più spazio per caffetterie di poco valore, il consumatore vuole sempre più materie prime d’eccellenza e le aziende devono essere pronte a investire”. In parallelo, “ritengo che il futuro della caffetteria italiana passi solo ed esclusivamente attraverso lo specialty coffee”.
