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Il food italiano rallenta la crescita nel 2024. Garzia (Fim): “Ripresa per 2025”

Dazi Usa: dal caffè alla carne, retromarcia di Trump su alcuni prodotti food

by Redazione
17 Novembre 2025

Il carovita starebbe facendo arretrare l’amministrazione statunitense sulla questione dazi reciproci. Venerdì 14 novembre, la Casa Bianca ne ha infatti annunciato l’eliminazione relativamente ad alcuni prodotti alimentari, tra cui caffè, prodotti da forno, frutta tropicale, carne bovina, pomodori e altro. Le nuove esenzioni sono entrate in vigore retroattivamente dal 13 novembre.

Dopo aver considerato “lo stato delle negoziazioni con diversi partner commerciali, la domanda interna attuale per determinati prodotti e l’attuale capacità interna di produrre tali prodotti, tra le altre cose, ho stabilito che è necessario e appropriato modificare ulteriormente l’ambito dei prodotti soggetti al dazio reciproco”, ha affermato il presidente Donald Trump in una nota ufficiale.

Come si legge su Reuters, questa parziale inversione di marcia sarebbe però prettamente riconducibile alla “crescente inquietudine dei consumatori americani per l’aumento dei prezzi dei generi alimentari”.

Alla domanda su eventuali ulteriori modifiche, Trump ha risposto: “non credo sarà necessario. Abbiamo fatto solo un piccolo rollback. I prezzi del caffè erano un po’ alti, ora si abbasseranno in un periodo molto breve”. Secondo il presidente, infatti, i dazi “possono in alcuni casi” aumentare i prezzi, pur precisando che, nel complesso, gli Stati Uniti hanno “praticamente zero inflazione”.

Questa esenzione porta una ventata d’aria fresca per alcuni produttori italiani, in primis per il settore del caffè. “Accogliamo con favore questa notizia, che rappresenta un’iniezione positiva e un’opportunità di rafforzamento in un mercato di primo piano a livello globale”, commenta Cristina Scocchia, AD di Illycaffè. “È un segnale di distensione che incoraggia gli investimenti e crea nuove opportunità di crescita, migliorando la marginalità e accelerando le opportunità di sviluppo negli Stati Uniti. Per quanto ci riguarda confermiamo la nostra volontà di valutare una produzione dedicata in loco, perché il mercato americano è per noi strategico e merita strutture e operations specifiche”.

Di contro, però, Coldiretti e Filiera Italia sostengono che il nuovo ordine esecutivo “non prevede alcuno dei prodotti italiani esportati in modo significativo negli Stati Uniti”. Le due parti ritengono invece “necessario salvaguardare i prodotti agroalimentari made in Italy a partire da vino, olio, pecorino, riso e pasta”.

E il fronte italiano non è l’unico ad avere riserve nei confronti di questa parziale disposizione. Chris Swonger, presidente del Distilled Spirits Council of the United States, ha affermato che l’esclusione dei superalcolici provenienti dall’Unione Europea e dal Regno Unito “è un altro colpo per l’industria dell’ospitalità statunitense proprio mentre la stagione festiva entra nel vivo. Scotch, Cognac e Irish Whiskey sono prodotti agricoli a valore aggiunto che non possono essere prodotti negli Stati Uniti”.

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