Altro anno record per Miscusi, la catena italiana di ristoranti di pasta fondata nel 2017 da Alberto Cartasegna e Filippo Mottolese, che stima di chiudere il 2024 con 16 milioni di euro di fatturato, contro i 15 milioni del 2023, e punta a raggiungerne 20 nel 2025.
Una crescita che passerà anche dall’espansione retail. “Durante l’anno – ha raccontato il founder del marchio Alberto Cartasegna a Pambianco Wine&Food – vorremmo inaugurare almeno tra gli otto e i dieci nuovi locali, quasi uno al mese”. Ad oggi il format conta 20 locali, di cui cinque in franchising, “ma miriamo a consolidare la nostra presenza nel segmento travel e nei mall”.
Miscusi guarda anche all’estero. “Puntiamo ad aprire una location in Europa nella prima metà dell’anno, anche se la supply chain rimarrà in Italia”. Dopo due anni di consolidamento dei risultati, “siamo pronti per individuare il giusto partner con cui creare una joint venture sul posto”.
Un altro focus “per noi fondamentale è la sostenibilità”, conclude Cartasegna. Da azienda certificata B-Corp, “poniamo la nostra completa attenzione al prodotto e alla sua qualità, ma nel farlo cerchiamo di rispettare l’ambiente il più possibile, come abbiamo fatto nell’ultimo progetto con la creazione del ragù plant based”. Questo nuovo prodotto, studiato e preparato seguendo la stessa ricetta del ragù a base di carne dopo anni di sperimentazione sul campo con gli agronomi di Martino Rossi, permette di ridurre le emissioni di Co2 del 97% rispetto ad un piatto di pasta tradizionale al ragù ed usa l’88% in meno di acqua.
Già lo scorso anno, l’azienda aveva presentato il suo ‘fusillone di sorgo’, sviluppato sempre in collaborazione con Martino Rossi per creare una pasta senza bisogno di irrigazione, riducendo così le emissioni di Co2 del 78% e usando circa il 90% di acqua in meno rispetto ad un grano generico coltivato con le convenzionali tecniche agricole.
