Una diversificazione delle categorie di prodotto e un maggiore sviluppo estero. Sono questi i principali obiettivi dell’azienda olearia umbra Pietro Coricelli, che nel 2023 ha archiviato un fatturato di circa 331 milioni di euro (+36%) e prevede di superare i 400 milioni nel 2024, “grazie a una crescita significativa non solo a valore ma anche a volume”, ha dichiarato a Pambianco Wine&Food la presidente e AD Chiara Coricelli.
Nonostante per la realtà umbra fondata nel 1939 a Spoleto “quest’anno sia iniziato in modo difficile, considerando le scarse campagne di produzione di olio del periodo precedente e il conseguente trend in crescita dei prezzi dell’olio d’oliva, la nostra quota di mercato in Italia si attesta attorno al 15%, che rappresenta una posizione di leadership in un mercato molto frammentato”.
Mercato all’interno del quale, nello specifico, Pietro Coricelli opera prevalentemente in grande distribuzione, “mentre la nostra presenza nell’Horeca è ancora limitata e molto essenziale, contando circa il 5-10% delle nostre vendite”. Tuttavia, “abbiamo un’etichetta dedicata al settore Horeca, che si presenta in formato da 5 litri”, continua l’AD. “Avremmo voluto sviluppare un progetto specifico per questo canale, ma la pandemia ha modificato le nostre priorità. Desideriamo ancora portare l’olio extravergine d’oliva nei ristoranti, non solo quelli stellati, ma anche nella ristorazione più ampia, per valorizzare l’esperienza gastronomica. Ma è un progetto previsto dopo il 2025”.
Le vendite della società sono equamente suddivise tra mercato domestico ed estero, al 50%, “e il nostro obiettivo per il 2025 è di mantenere questo bilanciamento, aumentando però i volumi in ambo i mercati”. Tanto che recentemente “abbiamo nominato una nuova figura dedicata allo sviluppo internazionale, un esperto del settore degli oli vegetali che possa continuare a sviluppare i nostri rapporti all’estero”. Attualmente, i mercati principali in cui opera Pietro Coricelli sono Stati Uniti, Brasile, Corea e altri Paesi europei* come Belgio e Olanda. “Anche se abbiamo stabilito una presenza solida in alcuni Paesi, stiamo lavorando per rafforzare la riconoscibilità del marchio a livello globale”.
Un’altra strategia “su cui puntiamo è la diversificazione, con la linea di frutta secca Etnos e oli speciali e salutistici (olio di lino, cocco, canapa, sesamo e avocado)”, continua l’AD. “L’olio di avocado è diventato una business unit a sé stante, grazie a un processo produttivo completamente integrato a Spoleto”. Inoltre, “abbiamo sviluppato la linea mediterranea con salse, sughi, condimenti e olive da tavola, che rappresentano la più recente novità”.
Le sfide principali per il settore “restano il costo delle materie prime e l’andamento delle campagne olivicole”, conclude Coricelli. “Il nostro impegno è mantenere il valore del prodotto 100% italiano, tramite un nuovo accordo di filiera che mira a promuovere la produzione di qualità”.
*Notizia modificata il 4 novembre alle ore 15:10
