Sala di imbottigliamento quasi raddoppiata, sette stazioni di etichettatura non-stop, controllo ottico a 360° su ogni bottiglia, doppio skid di microfiltrazione, tracciabilità integrale di filiera. È il volto nuovo della sede produttiva di Montecchio Maggiore (VI), dove Vitevis ha completato il rinnovo della propria linea di imbottigliamento. Oggi la cooperativa vitivinicola veneta nata nel 2015 dalla fusione di Cantina Colli Vicentini, Cantina di Gambellara e Cantina Valleogra, a cui nel 2019 si è aggiunta la Cantina di Castelnuovo del Garda, riunisce circa mille soci viticoltori distribuiti su quattro terroir distinti, dal Lago di Garda ai Colli Berici, per una produzione che sfiora i 17 milioni di bottiglie l’anno destinate a 56 mercati esteri.
L’investimento sulla linea porta a un incremento di produttività del 25% rispetto alla configurazione precedente, con una capacità che arriva a novemila bottiglie all’ora per i vini fermi e seimila per gli spumanti, e darà i suoi frutti già a partire dalla vendemmia 2026. Il layout della sala è stato completamente ridisegnato: superficie operativa quasi raddoppiata, nuova pavimentazione in resina epossidica multistrato, sguscia perimetrale per il lavaggio igienico e pareti con smalto lavabile.

Il vero elemento di discontinuità riguarda però il controllo qualità: prima dell’etichettatura, ogni bottiglia capsulata viene sottoposta a controllo ottico di presenza capsule, con scarto automatico in piazzola, seguito da una stazione di verifica tappatura e livello di riempimento tramite telecamera. In etichettatura, un sistema dedicato ricostruisce l’intero solido di rotazione della bottiglia per un’analisi a 360° dell’etichetta. Ogni stazione ha una propria piazzola di scarto autonoma: la linea non si ferma mai, la qualità non si compromette. Per gli spumanti, imbottigliati a freddo, una nuova unità di climatizzazione garantisce condizioni controllate di temperatura e velocità dell’aria; per i vini fermi, una capsulatrice con regolazione pneumatica elettronica assicura uniformità di applicazione a qualsiasi velocità di linea. Il doppio skid di microfiltrazione consente infine cambi rapidi tra vini di colore diverso e sanitizzazione del circuito inattivo durante la produzione, riducendo tempi morti e rischio di contaminazioni incrociate.
“Con questo investimento – spiega Gianfranco Gambesi, direttore generale di Vitevis – la nostra azienda si colloca all’avanguardia nella tecnologia di cantina poiché il recupero di produttività si traduce in maggiore efficienza per unità prodotta, minor consumo di risorse e riduzione degli scarti di processo, in linea con l’impostazione che emerge dal nostro bilancio di sostenibilità”. L’intervento si inserisce infatti nella stessa strategia dei progetti Sovano e Condiviso, entrambi dedicati alla riduzione dell’impronta ambientale della filiera e all’introduzione di innovazione nella gestione del vigneto e della cantina: per Vitevis, efficienza produttiva e responsabilità ambientale sono due facce della stessa strategia.

