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Sardegna nel mirino della ristorazione. Nuove aperture nell’estate 2026

Veduta aerea di Poltu Quatu

Sardegna nel mirino della ristorazione. Nuove aperture nell’estate 2026

by Redazione
1 Luglio 2026

Da Iyo a Langosteria, passando per Paper Moon e Signor Sassi, l’isola italiana conferma il proprio magnetismo, attirando insegne del food nazionale e internazionale che la scelgono anche per il lancio di format inediti.

Il fascino della Sardegna continua ad attrarre i format di ristorazione che scelgono l’isola come destinazione privilegiata per le proprie succursali pieds dans l’eau. Sebbene la bellezza del territorio sia distribuita lungo tutta la costa, le aperture più rilevanti si concentrano nella fascia nord-orientale della Sardegna compresa tra Poltu Quatu e Porto Rotondo, a conferma dell’attrattività glamour consolidata negli ultimi decenni. Un richiamo che, mai come quest’anno, sembra destinato a estendersi oltre i consueti mesi delle vacanze.

Tra le location più ambite figura Porto Cervo, cuore della Costa Smeralda, che nell’estate 2026 accoglie diverse nuove aperture. Accanto a insegne già presenti da alcuni anni – tra cui El Porteño, Casa Fiori Chiari, Vesta e Zuma – debutta Langosteria, in partnership con Smeralda Holding. Dopo Milano, Paraggi, Parigi e St. Moritz, assieme all’imminente apertura di Londra, il brand di Buonocore Hospitality Group è arrivato al Porto Vecchio, affiancato dall’Ally’s Bar, seconda sede del format dopo la città della Madonnina. Qui prende inoltre avvio il progetto Signor Sassi Mare, primo concept balneare di Signor Sassi, brand del gruppo San Carlo, realtà da 100 milioni di euro di fatturato e attiva a livello internazionale con circa 40 ristoranti e diversi marchi. Il progetto segna l’inizio di un piano di sviluppo che porterà il brand della ristorazione italiana, finora presente nelle grandi città globali come Londra, Dubai, Riyadh, Doha e Miami, a espandersi nelle principali destinazioni marittime europee e italiane, con l’obiettivo di arrivare a trenta nuove aperture entro il 2035 e un fatturato stimato intorno ai 200 milioni di euro. L’operazione nasce dalla collaborazione tra San Carlo, Sunset Hospitality Group – già partner nello sviluppo del brand a Dubai – e You Marina, location che ospita il nuovo format. Per la stagione inaugurale, iniziata il 15 giugno e in programma fino a fine settembre, il gruppo prevede ricavi nell’ordine di 2,5 milioni. Tra gli altri debutti, ecco Paper Moon Porto Cervo, declinazione estiva dello storico indirizzo milanese, e Jerò che, da Roma, porta nella località sarda il suo format di cene con spettacolo. Proseguendo lungo la costa verso Porto Rotondo, e nello specifico sulla spiaggia di Marinella, debutta invece Trattoria del Pescatore della famiglia Ardu, attiva a Milano dal 1976 e oggi ospitata all’interno dell’hotel cinque stelle Abi d’Oru.

Signor Sassi Mare – You Marina (Porto Cervo)

Un’altra destinazione presa di mira è Poltu Quatu, borgo situato tra Porto Cervo e Baja Sardinia, e protagonista di una fase di rilancio promossa da Castello Sgr. Dopo aver collezionato diversi nomi noti della terraferma, come Le Specialità e Il Marchese, questa stagione si prepara ad accogliere Iyo, gruppo di cucina giapponese che include gli stellati Iyo Restaurant e Iyo Kaiseki, che qui approda con il primo ristorante fuori Milano. Il progetto, di natura stagionale, propone una declinazione più informale rispetto agli indirizzi cittadini e accompagna gli ospiti lungo l’intero arco della serata: dall’aperitivo alla cena fino al dopocena con dj set. “Portare Iyo fuori da Milano – afferma il patron Claudio Liu – è per noi un passo naturale, ma anche una grande responsabilità: vogliamo mantenere la nostra identità adattandola a un contesto nuovo, con un approccio più leggero e stagionale, senza rinunciare alla qualità e alla cura che ci contraddistinguono”.Nella medesima località arriva anche Carnissage, format dedicato alla carne ideato da Martino Uzzauto che, dopo l’apertura milanese in via Varese 4, ha scelto il porto sardo per il proprio secondo indirizzo. Il ristorante sarà operativo da giugno a fine agosto, con dj resident ogni sera. Accanto a una proposta centrata sulla carne, il menu include anche crudi di pesce, primi di ispirazione mediterranea, crostacei e frutti di mare.

CRESCONO ANCHE GLI AUTOCTONI

Poltu Quatu si conferma meta attrattiva anche per gli operatori già radicati sul territorio. Il gruppo La Scogliera, presente con diverse location nel nord dell’isola – tra cui La Maddalena e Caprera – e recentemente approdato anche in Liguria, ha scelto questo borgo per ampliare il proprio perimetro con il Caffè Bistrot della Piazza, che propone un’offerta dalla colazione al pranzo fino al dopocena. Il gruppo debutta inoltre a Golfo Aranci con Follemente, aperto a pranzo e cena con live dj set e cocktail bar. Con queste aperture, la presenza sull’isola sale a sette location, per le quali è atteso un fatturato stagionale 2026 (riferito al periodo da maggio a ottobre) stimato intorno ai nove milioni di euro, che diventano undici includendo anche le due nuove sedi liguri. “La stagione in Sardegna è iniziata molto bene, con un mese di maggio che ha registrato un +100% rispetto al 2023, anno della nostra stagione più importante”, spiega Andrea Orecchioni, alla guida della società che impiega 220 dipendenti. “Ci aspettiamo un incremento tra il 30% e il 40% per la Costa Smeralda, sostenuto soprattutto dalla forte presenza di clientela americana e brasiliana”.

Casa Scogliera

Anche il night club con spiaggia Phi Beach cresce nel 2026, ampliando la propria offerta gastronomica con Luciano’s, nuovo concept che propone un’atmosfera conviviale e una cucina ispirata alla tradizione mediterranea.

VERSO UNA STAGIONE PIÙ LUNGA

Nonostante la ricchezza del territorio, il comparto turistico ed enogastronomico sardo continua a dipendere da una stagionalità molto concentrata, che limita la distribuzione dei flussi e dei fatturati a un arco temporale ristretto. Una dinamica che incide su imprese, lavoratori e sistema locale, rendendo il modello meno scalabile. Tuttavia, si intravedono segnali di cambiamento. Cresce infatti tra gli operatori la consapevolezza che la stagionalità non sia un vincolo strutturale, ma una leva su cui intervenire attraverso investimenti e un’offerta più stabile.

Un segnale in questa direzione arriva da Baja Sardinia con il Ritual Club – Le Terrazze. “Il successo del 2025 ci ha confermato che il pubblico cerca esperienze di qualità anche prima dell’alta stagione, e abbiamo deciso di rispondere con un’offerta più ampia e continuativa”, racconta la titolare Francesca Fiore, che ha anticipato l’apertura del locale, estendendo la stagione da 90 a oltre 100 giorni. “Tra aprile e maggio abbiamo registrato un forte movimento di turisti, soprattutto stranieri, favorito anche dall’aumento dei collegamenti sull’aeroporto di Olbia, sia europei sia extraeuropei. Da quando abbiamo annunciato l’apertura del 28 maggio, abbiamo ricevuto un numero significativo di prenotazioni: un segnale incoraggiante per l’intera stagione”. Lo scorso anno il locale sardo ha registrato ricavi complessivi per otto milioni (+37%), con un incremento equilibrato tra le divisioni food e club. In forte aumento anche l’ebitda, salito del 56% a 3,3 milioni. Più in generale, “questa decisione rappresenta un passo importante verso la destagionalizzazione del territorio, generando valore economico e occupazionale: maggiore continuità lavorativa per il personale, un indotto più stabile per le attività locali e un’offerta turistica più articolata e distribuita nel tempo”, conclude la titolare.

Ph. Ritual – Le Terrazze

Quest’anno gioca d’anticipo anche Waterfront Costa Smeralda, il temporary luxury village all’aperto allestito ogni estate nel cuore di Porto Cervo, nell’area del Porto Vecchio, da Smeralda Holding. Aperto dall’11 giugno al 7 settembre e quindi un mese prima rispetto alle edizioni precedenti, il format registra la stagione più lunga di sempre. Al suo interno trova spazio anche The Nikki Beach Cocktail Club che, dopo una fase di test lo scorso anno, debutta nel 2026 nella sua versione definitiva, con una brand identity autonoma rispetto agli altri Nikki Beach e un concept inedito.

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