Lo stock nelle cantine italiane ha raggiunto il massimo storico da quattro anni e i prezzi sono in ulteriore calo. Nello specifico, considerando il mese di giugno, le giacenze segnano +8,4% rispetto al 2025, raggiungendo un totale, mosti inclusi, di 50,3 milioni di ettolitri (di questi il vino raggiunge 46,6 milioni di ettolitri a +6,7% per 6,2 miliardi di bottiglie).
Secondo l’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv), che ha elaborato i nuovi dati Masaf di Cantina Italia, le statistiche registrano livelli sempre più sostenuti per Igp (+8,3%) e comuni (+8,2%, che salgono a +9,5% includendo i varietali), mentre i vini Dop salgono a +5% dal +3% di maggio. “Il relativo peggioramento dello stato dell’arte – ha dichiarato Paolo Castelletti, segretario generale di Unione italiana vini – ci obbliga a fare urgentemente delle scelte decisive per il breve ma anche lungo termine”.
Considerando il fabbisogno, ovvero la quantità di vino necessaria per soddisfare la domanda del mercato, i vini a denominazione rallentano sia su base annuale (-20%) sia rispetto a maggio (variazione congiunturale a -30%), così come quelli Igp (-17% annuo e -28% congiunturale). “L’ultimo mese evidenzia come il fabbisogno riscontrato da alcuni si riferiva in gran parte a declassamenti, quindi a movimenti interni alla cantina, e non alle uscite sul mercato. Auspichiamo ci possa essere unità di vedute nel corso dei prossimi incontri di filiera”, conclude Castelletti.
A fronte “dell’appesantimento generale delle giacenze e del rallentamento dei fabbisogni, soprattutto nella parte alta della piramide, il totale vino vede i prezzi medi scendere del 10%, confermando la tendenza peggiorativa vista già a maggio”, si legge in una nota.
