Culligan Italia, società italiana parte del gruppo statunitense Culligan, specializzato nella fornitura di sistemi di filtrazione dell’acqua, ha archiviato il 2025 con circa 150 milioni di euro di fatturato, contro i 217 milioni di euro dell’esercizio precedente. Il calo è dovuto alla vendita del ramo di azienda di Culligan C&I a Grundfos, che comprendeva le società Blupura, Thinkwater, Steiel.
“Considerando, invece, le aziende ancora parte del perimetro di Culligan, il giro d’affari ha registrato +7% grazie ad un incremento della domanda di soluzioni per l’acqua più sostenibili, sicure e di alta qualità”, ha raccontato a Pambianco Wine&Food Giulio Giampieri, presidente di Culligan Italia, che pesa per il 4% sul fatturato totale della multinazionale statunitense. “I consumatori sono più consapevoli dell’impatto ambientale legato al consumo di acqua in bottiglia di plastica, che accelera la ricerca di alternative più affidabili, come i nostri distributori d’acqua alla spina”.
Il 62% dei ricavi italiani è generato dal segmento out of home, “trainato in particolare dalla forte accelerazione della ristorazione”. E per l’anno in corso, “iniziato in continuità con il trend positivo del 2025, continueremo a focalizzarci sul segmento fuori casa, attraverso un investimento per ampliare la presenza territoriale, sia in termini di forza vendita sia di capacità di servizio”. Infatti, è in corso un piano di assunzioni che vede entro fine anno l’inserimento del 10% in più di risorse.
Per garantire affidabilità, “stiamo implementando un modello di supporto operativo sette giorni su sette, assicurando alle strutture ricettive un’assistenza tecnica qualificata anche nei momenti di maggiore affluenza, oltre ad un servizio completo in termini di installazione, manutenzione, sostituzione periodica dei filtri e monitoraggio”, conclude Giampieri.
