Lo champagne in tavola sarà sempre meno. Quest’anno la resa commercializzabile della vendemmia è stata fissata a 8.800 kg/ha, contro i novemila kg del 2025 e i 10mila del 2024. Questa decisione collettiva “è volta a riequilibrare progressivamente gli stock, salvaguardando al tempo stesso la sostenibilità economica del vigneto e il mantenimento dei loro elevati standard qualitativi”, si legge in una nota emanata da Comité Champagne. “L’obiettivo è di adattare la produzione alle esigenze a medio e lungo termine dei mercati”.
Mercati che presentano condizioni complesse: da una parte l’export, a fine giugno scorso, ha registrato un lieve incremento dell’1,2% raggiungendo 107,1 milioni di bottiglie, dall’altra parte il mercato francese continua a registrare una flessione.
“In un’annata viticola caratterizzata da una forte disomogeneità e da condizioni climatiche impegnative, la nostra responsabilità è preservare gli equilibri economici delle aziende mantenendo al tempo stesso l’elevato livello qualitativo che rappresenta un requisito fondamentale per la Champagne”, ha dichiarato Maxime Toubart, presidente del Syndicat Général des Vignerons de la Champagne e co-presidente del Comité Champagne. “La resa fissata quest’anno riflette una decisione ponderata, attenta sia alla realtà del vigneto sia al futuro della filiera”.
Si ricorda che lo scorso anno lo champagne ha registrato volumi di vendita in calo del 2%, a quota 266 milioni di bottiglie contro i 271 milioni del 2024.
