L’universo Langosteria accelera ancora. Dopo aver archiviato il 2025 con circa 69 milioni di euro di giro d’affari, il gruppo di ristorazione guidato da Enrico Buonocore delinea un obiettivo ambizioso per il 2027: raggiungere 100 milioni di euro, “quando tutti i nostri locali in pipeline saranno aperti e funzioneranno a regime”, ha dichiarato il founder a Pambianco Wine&Food.
I progetti all’orizzonte per il gruppo, infatti, sono diversi. In primis, Pepe – barra italiana, recentemente aperto all’interno di Palazzo Fendi a Milano, potrebbe presto avere “una seconda location, in questo caso su strada e con orario continuato dalle 12 fino a tarda sera”, continua Buonocore. Il concetto di Pepe è di una ristorazione “conviviale”, pensata per “condividere il menu”, dove la clientela può sedersi intorno al bancone e osservare la brigata di cucina in azione. “Vorremmo testare il potenziale di questo locale ‘da solo’, senza che la clientela venga trainata da Langosteria, che ora si trova all’interno dello stesso edificio”. Qui, in Corso Matteotti 9, dove si trova anche il locale Ally’s Bar, “ci aspettiamo di fatturare a regime circa 25 milioni di euro”.
Inoltre, al posto del Langosteria Café, in Galleria del Corso 4, che aveva chiuso lo scorso anno, “arriverà un terzo progetto di ristorazione legato ad un brand specifico, di cui non posso ancora svelare il nome”.
E ancora, a giugno prossimo, Langosteria aprirà finalmente a Londra, all’interno dell’edificio Raffles London at The Owo (dove trova la compagnia di altri marchi della ristorazione come Mauro Colagreco at Raffles London at The Owo e Paper Moon) e, nel frattempo, starebbe valutando altre città europee, tra cui Madrid.
