Accrescere la presenza del proprio metodo classico all’estero e focalizzarsi ulteriormente sul vertice qualitativo del prosecco superiore. Gruppo Lunelli ha le idee chiare sullo sviluppo dei propri brand di bollicine e mantiene alta l’asticella nonostante le difficoltà che hanno colpito il mondo del vino nei tempi recenti.
“Siamo soddisfatti di come abbiamo archiviato il 2025, anno caratterizzato da una situazione macroeconomica complessa, con un contesto di incertezze senza precedenti”, ha spiegato a Pambianco Wine&Food il CEO Matteo Bruno Lunelli. “Abbiamo chiuso con una lieve flessione a quota 134 milioni di euro (-2,5%), legata principalmente a un calo delle esportazioni. Ma, di contro, la marginalità ha tenuto molto bene, e siamo riusciti a crescere anche grazie a una razionalizzazione delle spese”.
Tra le diverse aziende a portafoglio, Bisol1542, storica realtà del prosecco superiore che ha generato un fatturato complessivo di 18 milioni di euro nel 2025, contro i 21 milioni nel 2024, “è quella più orientata all’export, e ha registrato dei cali soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti, dove siamo dovuti intervenire per ridurre l’impatto della svalutazione del dollaro e dei dazi. Il nostro obiettivo con questo brand non è essere leader a volume, ma accreditarlo come marchio di riferimento nel prosecco superiore di Valdobbiadene, così da renderlo il brand scelto da chi vuole l’eccellenza nel prosecco”.
In questa scia si collocano le ultime due novità del brand: le Cuvée Eroiche Bisol Brut ed Extra Dry, pensate in esclusiva per il canale Horeca e dedicate, in particolare, all’occasione di consumo al calice. Queste vanno a completare la gamma Bisol1542, che comprende sei cru millesimati e la linea Jeio, dedicata al canale Gdo.
Dal 2014, anno di acquisizione della cantina da parte del Gruppo Lunelli, “in vigna e in cantina sono state introdotte pratiche e tecnologie capaci di esprimere al meglio la qualità delle nostre uve: dalla raccolta in bins, che ne preserva l’integrità, all’utilizzo della pressa Coquard, scelta pionieristica in Valdobbiadene, che consente un’estrazione del mosto di altissima precisione. Parallelamente, si è rafforzato l’impegno verso la sostenibilità, culminato nell’ottenimento della certificazione Equalitas. Le ‘Cuvée Eroiche’ rappresentano oggi una sintesi di questo percorso e una risposta concreta all’evoluzione dei consumi”.

Rimanendo in tema bollicine, Ferrari Trento “è ancora focalizzata prevalentemente sull’Italia, che genera oltre l’80% delle vendite (che nel 2025 si sono attestate a 90 milioni di euro, contro i 92 del 2024, ndr), ma vediamo enormi potenzialità di crescita sui mercati internazionali, come per esempio in Canada”, prosegue Lunelli. In Italia, invece, “la crescita passerà soprattutto attraverso il posizionamento, promuovendo il messaggio che le bollicine italiane devono posizionarsi nella fascia più alta del mercato e che non sono seconde a nessuno all’interno di una carta dei vini”.
Qui a Trento il gruppo ha inoltre portato avanti un ricco piano di investimenti, che ha condotto al completamento della nuova cantina di vinificazione voluta dallo chef de cave Cyril Brun, a cui seguirà l’ampliamento dell’area di stoccaggio e il rifacimento della struttura di accoglienza.
In parallelo, la società ha continuato a investire anche in risorse umane, arruolando Marco Cavagnera in qualità di nuovo direttore generale del gruppo, dopo l’uscita di Simone Masè, riportando direttamente al CEO. Il manager, con una solida esperienza nel settore beverage e un profilo internazionale maturato in realtà come Heineken, Artsana e Campari, contribuirà al percorso di managerializzazione e sviluppo internazionale, coordinando le attività operative, commerciali e progettuali delle diverse società del gruppo che, oltre alle realtà già citate, comprende anche i marchi Tenute Lunelli, Segnana e Tassoni.
