Secondo l’ultima analisi dell’Osservatorio Pambianco sull’equity crowdfunding nel settore food&beverage in Italia, negli anni si è assistito a una progressiva diminuzione delle operazioni, che nel 2025 sono scese a 11, contro le 17 del 2024. Un calo a volume a cui è corrisposta una flessione a valore ben più marcata e pari al 50% a quota 7,8 milioni di euro, mentre il valore mediano della raccolta ha registrato un -31% a 239mila euro.
La flessione riguarda però tutto l’universo equity crowdfunding in Italia, che lo scorso anno, secondo il report ‘European Community Capital Landscape 2025’ di Over Ventures e di Italian Tech Alliance, ha raccolto 39,4 milioni di euro (-25%) con 78 operazioni (-13). Nonostante questo risultato, la Penisola ha mantenuto il secondo posto in Europa, preceduta – con notevole distacco – dalla Francia (98,3 milioni di euro raccolti con 106 campagne) e seguita dalla Spagna (36,6 milioni raccolti con 48 campagne). “La frenata è dovuta principalmente a due fattori”, spiega a Pambianco Wine&Food Giancarlo Vergine, founding partner di Over Ventures, società specializzata nel supporto alla crescita delle aziende con un focus su equity crowdfunding e venture capital. “Da un lato pesa l’assenza di grandi operazioni che negli anni precedenti avevano sostenuto il mercato, come quelle di Baladin e Macelleria Zivieri che, nel 2024, da sole avevano portato oltre nove milioni di euro”. Il secondo fattore “è la crescita delle campagne private, realizzate sempre su piattaforme autorizzate di equity crowdfunding ma riservate a investitori istituzionali e non aperte al pubblico”. Una tendenza, quest’ultima, legata anche a una percezione in certi casi scettica del crowdfunding in Italia: l’assenza di exit rilevanti e alcuni casi di fallimento ne hanno limitato l’attrattività, come precisa Vergine, spingendo molte raccolte fuori dal canale pubblico e contribuendo a rafforzare l’idea dell’equity crowdfunding come strumento di ultima istanza. Si ricorda poi che il rallentamento è anche figlio dell’entrata in vigore del regolamento europeo sul crowdfunding e delle nuove disposizioni adottate da Consob e Banca d’Italia tra il 2023 e il 2024, a seguito delle quali le piattaforme hanno dovuto adeguarsi a requisiti più stringenti che, nel medio termine, sono però destinati a rafforzare la stabilità del settore. Per quanto concerne strettamente la parte food, l’Italia “sconta anche l’assenza di portali verticali dedicati esclusivamente a questo settore, che, all’estero, dimostrano invece di saper attrarre investitori interessati”.
Più in generale, “per come eravamo soliti concepirlo, l’equity crowdfunding è morto”, chiosa Vergine. “Oggi deve essere utilizzato come leva per coinvolgere la propria community e rafforzare il rapporto con i clienti. Ecco quindi che in questo contesto si stanno affermando modelli di community business, in cui l’investimento diventa anche uno strumento per attivare direttamente i clienti e rafforzare la loyalty verso il brand”.

DUE OPERAZIONI TOTALIZZANO PIÙ DELLA METÀ DEL TOTALE
Guardando all’elenco delle operazioni 2025, si evince che due realtà su 11 hanno realizzato più della metà della raccolta. Tra queste c’è Breaders, gruppo multibrand di bakery-cafè che comprende quattro aziende – Davide Longoni Pane, Mamm, Mercato del Pane e Pandefrà. Giunta alla terza operazione di equity crowdfunding, la società ha raccolto 2,6 milioni, con una valutazione pre-money di 37,5 milioni. “Per noi questo non rappresenta un semplice strumento, ma un vero e proprio mindset”, spiega Pasquale Polito, CEO di Breaders e founder di Forno Brisa. “È uno degli approcci che si adattano bene alle imprese orientate alla community, che hanno una rete di relazioni vasta, comunità consolidate e una visione politica, ovvero un pensiero di sistema che coinvolge tutti gli stakeholder. Credo che per il piccolo risparmiatore sia davvero interessante poter acquistare una parte di un’impresa che si vive ogni giorno”.
Segue, in termini di dimensioni di raccolta, l’azienda dolciaria trentina Ciocomiti con 2,4 milioni. Specializzata nella produzione di cioccolato artigianale, la società ha scelto di utilizzare i fondi per proseguire il proprio piano di espansione (aprendo, per esempio, nuovi negozi), con l’obiettivo di raggiungere nove milioni di euro entro il 2027, con un margine ebitda tra il 19-20%. Le due appena citate rappresentano, tra l’altro, la seconda e la terza operazione a valore dell’intero sistema di equity crowdfunding italiano (e quindi non solo f&b) nel 2025, dopo la piattaforma AI TimeFlow, a circa tre milioni.
Scorrendo l’elenco, si evidenziano altre tre operazioni sopra i 500mila euro: Bistrot Pedol, uno dei brand del gruppo verticale integrato nel settore ittico Tasty Life, che ha raccolto 822mila euro con l’obiettivo di espandere i propri punti vendita; il ristorante-pasticificio Mastro Tortello a 579mila euro; e Tenuta Licupi, cantina vitivinicola pugliese che vuole sviluppare anche un wine resort, a 562mila euro.
SGUARDO AL 2026
Come sottolineato da Vergine, il 2026 sembra essere iniziato positivamente, in primis grazie al decreto ministeriale del 7 gennaio, che estende il Fondo di Garanzia per le Pmi anche alle operazioni di equity crowdfunding, con l’obiettivo di supportare l’accesso al credito per le piccole e medie imprese e favorire la raccolta di capitali tramite queste piattaforme. A livello di operazioni, invece, il nuovo anno ha visto la raccolta pari a 408mila euro di Flower Burger, catena fast casual di burger plant-based presente con 18 store – tra diretti e in franchising – e una community di oltre 200mila persone. A ciò si aggiunge Birrificio Olmaia che, a fronte di un obiettivo di 150mila euro, ne ha raccolti 185mila.
