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Olio di oliva italiano, vendite a +7% nel decennio. Estero a +9%

Olio di oliva italiano, vendite a +7% nel decennio. Estero a +9%

by Redazione
19 Febbraio 2026

Nel decennio che va dal 2015 al 2024, il settore dell’olio d’oliva italiano ha registrato performance superiori alla media dell’agroalimentare (Cagr – tasso medio annuo di crescita del +4,4%), con un aumento delle vendite dei principali produttori italiani pari al 7% annuo (dati cumulativi di 1.905 società italiane), secondo l’Area Studi di Mediobanca.

Il trend positivo delle vendite trova una conferma nei dati relativi all’export, che nel periodo ha registrato una crescita del 9%, superiore a quella di altri comparti alimentari (+6,9%) e manifatturieri (+4,3%). Nel solo 2024, il 35,4% del giro d’affari è andato ai mercati esteri, il che ha classificato l’Italia al secondo posto per export dopo Spagna, con Stati Uniti, Germania e Francia come principali Paesi di destinazione.

Allo stesso tempo la bilancia commerciale italiana è in disavanzo strutturale, in quanto l’Italia non riesce a sostenere i consumi interni e pertanto deve importare olio soprattutto da Spagna, Grecia e Tunisia.

Sul fronte della redditività, i produttori di olio d’oliva italiani si trovano in una posizione particolare: sebbene l’ebit margin medio nel periodo 2015-2024 sia il più basso tra i comparti dell’alimentare (2,6%), i produttori di olio d’oliva mostrano un rendimento del capitale investito (Roi) pari al 6,6% e quindi più elevato rispetto ad altri settori come il caseario (4,8%) e conserviero (6,1%), seppur inferiore a bevande (9,4%) e dolciario (12,5%).

Guardando al’Italia nel suo complesso, nel 2024-2025 è stato registrato un calo del 31,8% nella produzione di olio di oliva, dimezzando il proprio peso mondiale dal 12,7% del 2023-24 al 6,3% del 2024-25 e scendendo al quinto tra i maggiori produttori, dal secondo dello scorso anno. Una situazione che si scontra con il massimo storico toccato dalla produzione globale – 3,6 milioni di tonnellate (+38%) – grazie all’aumento dei principali Paesui produttori: Spagna (+51%), Turchia (+109,3%), Tunisia (+54,5%) e Grecia (+42,9%).

La scarsità dell’offerta italiana continua così ad incidere sui prezzi dell’evo nazionale (circa 7,58 €/Kg), più elevati rispetto ai maggiori mercati mondiali, con l’olio spagnolo e greco rispettivamente a 4,54 €/Kg e 5,05 €/kg.

Crolla anche il consumo di olio in Italia (-4%), che scende in terza posizione (era prima l’anno precedente) con una quota sui quantitativi totali del 12,3% (contro il 14,3% di Spagna, passata dal secondo al primo posto, e al 12,4% di Usa, passati dal terzo al secondo posto).

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