Secondo i dati aggiornati al 31 dicembre 2025 da Valoritalia, ente di certificazione della filiera vitivinicola che da solo controlla oltre il 60% dei volumi di produzione di tutte le denominazioni di origine italiana, nel 2025 l’imbottigliamento di vino ha registrato una flessione pari al 2,1%.
Nello specifico, i vini Docg e Doc, al vertice della piramide qualitativa, hanno mostrato una sostanziale stabilità (+1%), mentre quelli Igt, alla base della piramide, hanno registrato una contrazione del 12% sul 2024 e del 10% sulla media del precedente triennio. Considerando le differenti tipologie di vino: crescono ancora gli spumanti (+1%), i vini rosati (+5,7%) e i vini bianchi fermi (+2,7%). Viceversa, i vini rossi evidenziano un calo superiore al 13%.
Le denominazioni più piccole, ovvero sotto i 10mila ettolitri imbottigliati (pari al 70% delle 219 denominazioni certificate da Valoritalia ma solo al 2% dell’imbottigliato complessivo), hanno riportato una flessione superiore alla media, pari al 7,2%. E infatti, oltre il 75% degli imbottigliatori certificati ha commercializzato meno di 65mila bottiglie nel 2025, mentre solo 171 imprese (il 3,2% del totale) hanno imbottigliato oltre 1,3 milioni di bottiglie. Il livello di concentrazione del settore appare quindi rilevante: nel 2025, i primi cinque operatori, pur rappresentando solo lo 0,1% del totale, hanno imbottigliato il 18% dei volumi complessivi.
In scala più allargata, questo andamento si riflette nella vendemmia 2025 che, con 44,383 milioni di ettolitri (+0,7%), ha registrato una performance in linea con l’anno precedente “per effetto soprattutto di una avveduta riduzione delle rese delle principali denominazioni italiane, più che per eventi atmosferici avversi”, affermano da Unione Italiana Vini. “Un contingentamento produttivo, operato sui territori per mantenere in equilibrio la filiera, che però non è bastato se si considera l’attuale livello di giacenze”. Gli stock in cantina indicano infatti una forte eccedenza per i vini comuni/varietali (+11,3%) e per gli Igt bianchi (+10,5%), a fronte di un più contenuto +3,6% dei vini Dop.
“A oggi, dopo due vendemmie poco sopra i 44 milioni di ettolitri, nelle cantine italiane ci sono 61 milioni di ettolitri di vino, il 6% in più del pari periodo dello scorso anno”, ha affermato il presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi. “Dato che sale a quasi 68 milioni di ettolitri (+7,5%) se si comprendono i mosti. Ciò significa che attualmente non possiamo più permetterci non solo vendemmie in linea con la media degli ultimi 10 anni – a 47,5 milioni di ettolitri – ma nemmeno quelle con i volumi, sino a ora considerati bassi, dell’ultimo biennio”.
“Guardando al 2026 – conclude Francesco Liantonio, presidente di Valoritalia – sarà importante puntare non tanto a un primato quantitativo, quanto a un rafforzamento del valore intrinseco delle nostre produzioni”.
