La Foodinho srl, ovvero la società italiana a cui fa capo il servizio di delivery spagnolo Glovo, è stata accusata di caporalato e sfruttamento dei lavoratori da parte della procura di Milano, che ne ha quindi predisposto il controllo giudiziario. Questo provvedimento fa sì che all’azienda venga affiancato un amministratore – in questo caso Andrea Adriano Romanò – così da sanare la situazione di illegalità riscontrata.
Secondo il pubblico ministero Paolo Storari, si legge su Teleborsa, i rider della società sono costretti a lavorare in condizioni di sfruttamento estremo, con paghe medie di appena 2,50 euro a consegna, ovvero al di sotto della soglia di povertà e in contrasto con la Costituzione, in quanto non possono garantire un’esistenza libera e dignitosa. Non solo: i corrieri verrebbero anche sottoposti a turni fino a 12 ore giornaliere, a un monitoraggio costante tramite Gps e a punizioni in caso di ritardi.
“Glovo – riporta la nota diffusa dalla società di delivery – metterà a disposizione ogni informazione richiesta e collaborerà con la massima trasparenza con gli organi competenti per chiarire la propria posizione. La società ha sempre operato con l’obiettivo di migliorare i propri standard nonché le attività operative e proseguirà nel mantenere un costante confronto costruttivo con le autorità preposte”.
L’indagine coinvolge anche il responsabile della società Oscar Pierre Miquel, ma non prende in considerazione le controllanti, tra cui la capogruppo Delivery Hero.
