La Doc Maremma Toscana ha chiuso il 2025 sostanzialmente in linea con l’anno precedente, registrando un imbottigliato pari a 7,5 milioni di pezzi, pari al +0,5%, a fronte di un dato complessivo toscano che chiude in negativo (-1,5%). “Consideriamo il risultato positivo, soprattutto se paragonato all’andamento complessivo dei vini toscani”, ha spiegato a Pambianco Wine&Food Francesco Mazzei, presidente del Consorzio Tutela Vini Maremma Toscana. “La nostra denominazione è risultata stabile, complice la sua ‘giovane età’ e le dimensioni ancora contenute, che fanno sì che trovi ampi spazi di ampliamento. Inoltre abbiamo scelto di fare del Vermentino il motore della nostra vendita e questo sta ripagando”.
Tra le tipologie di vino parte della denominazione predomina infatti – anche nel 2025 – il vermentino, che sfiora 2,35 milioni di bottiglie, pari al 31,5% dell’intero imbottigliato. Segue la tipologia rosso con 2,26 milioni di bottiglie e, al terzo posto, il ciliegiolo con poco più di 527mile bottiglie.
L’export ad oggi è destinatario di circa il 40% della produzione. “Ciò che dobbiamo fare – prosegue Mazzei – è puntare a mercati evoluti come, per esempio, Germania, Svizzera, Inghilterra, Stati Uniti e Canada, dove la nostra giovane denominazione può risultare maggiormente interessante”.
Una crescita che passa tanto dall’export quanto dal mercato domestico e, in particolare, dallo stesso territorio maremmano. L’enoturismo potrebbe in questo caso giocare una carta cruciale, ma “penso ci sia ancora moltissimo da fare, anche se lo dico sottolineando la volontà di tutti di fare di più”, dice Mazzei. “In generale c’è anche un problema di mancanza di infrastrutture, con poche realtà alberghiere di livello distribuite solo lungo la costa, nessun servizio privato di trasporto e collegamenti poco funzionali”.
“Penso che uno dei punti fondamentali di crescita – chiosa Mazzei – siano le sinergie con le altre denominazioni della Maremma grossetana come, per esempio, Montecucco, Morellino di Scansano e Sovana così da indirizzare meglio le risorse in termini di comunicazione e promozioni. A ciò stiamo già lavorando, così come stiamo collaborando con altre filiere dell’alimentare per poter accedere al bando 1144 (bando europeo che finanzia attività di informazione e promozione dei prodotti agricoli e agroalimentari dell’Unione Europea, ndr)”.
