Cantina Pizzolato archivia il 2025 con 24 milioni di euro di fatturato, contro i 26 milioni dell’esercizio precedente. Si affiancano un ebitda margin stabile al 15%, in linea con il 2024, e volumi pari a 9,5 milioni di bottiglie, in lieve calo sui dieci milioni dell’esercizio precedente.
Sul mercato domestico, lo scorso anno, l’azienda ha attuato un potenziamento della rete commerciale, con particolare attenzione al canale Horeca, anche se rimane prevalente il posizionamento dell’azienda all’estero: il 93% del fatturato, infatti, è realizzato fuori dall’Italia. In quest’ottica, sono stati attivati nuovi partner commerciali in Francia, Grecia, Libano, Georgia, Isole Vergini Britanniche e Guyana francese, “a conferma di una strategia internazionale solida e orientata al lungo periodo”, si legge in una nota.
Tra i prossimi obiettivi, oltre alla volontà di consolidare la propria presenza nei mercati chiave e sviluppare nuovi canali di distribuzione, si inserisce il progetto di dealcolazione previsto per il 2026, “finalizzato allo sviluppo di una nuova generazione di prodotti bio no e low alcol coerenti con i valori storici della cantina”. L’investimento prevede l’installazione di un impianto di ultima generazione, sviluppato con un fornitore specializzato nel settore. Una scelta strategica “che consente a Pizzolato di accompagnare l’evoluzione degli stili di consumo preservando l’identità biologica del marchio e confermando come innovazione e sostenibilità possano procedere in modo integrato”.
L’impianto sarà inserito in un hub dedicato, con personale specializzato, attività di ricerca e sviluppo e la possibilità di offrire servizi conto terzi ad altre aziende vitivinicole. Per il primo anno di attività, la proiezione di fatturato di questo segmento si aggira intorno ai due milioni di euro.
