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Dalla Svizzera a Cortina, il gourmet sale ad alta quota

Faloria Mountain Club

Dalla Svizzera a Cortina, il gourmet sale ad alta quota

di Laura Bittau

by Redazione
1 Dicembre 2025

Tra nuove aperture urbane e avvicendamenti local, la montagna, complici le imminenti Olimpiadi, si prospetta il place to be della stagione invernale.

La stagione invernale  porta con sè il consueto pellegrinaggio ad alta quota dei ristoranti metropolitani, attirati dalla ribalta di cime innevate, impianti sciistici e un turismo stagionale che al fine dining è tradizionalmente legato. Così, i format urbani più di successo scelgono la settimana bianca affiancandosi alle insegne local, in un valzer di new entry, consueti ritorni e cambi di look in una stagione che gode anche del fortunato tempismo delle imminenti Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Un evento che dà ulteriore risonanza a un segmento già piuttosto florido, se si pensa che nell’ultimo anno il turismo alpino ha raggiunto i 12 miliardi di euro tra ricavi diretti, indiretti e indotto, di cui 8 miliardi, pari a due terzi del totale, generati proprio nella stagione invernale, secondo i dati di Anef-Confindustria. Risultati che testimoniano come “quando le condizioni sono favorevoli – ha commentato Valeria Ghezzi, presidente dell’ente – il prodotto montagna funziona sempre”.

Natale a Cortina

Al centro, come sempre e ancora di più, c’è Cortina d’Ampezzo, indiscussa regina delle Dolomiti e quest’anno appunto sede, in tandem con il capoluogo lombardo, dei giochi olimpici invernali. Tra i nomi più popolari ad aver subìto il fascino della montagna c’è Zuma: già presente a Roma, che guarda dal quinto piano dell’iconico Palazzo Fendi, e in arrivo a Milano nel 2026, il gruppo internazionale di ristorazione giapponese contemporanea inaugurerà una nuova location proprio a Cortina, meta già da tempo nel suo mirino. L’insegna spazia tra le località turistiche più strategiche ed eterogenee, dunque la destinazione alpina italiana più celebre, a maggior ragione con il driver delle Olimpiadi, non poteva mancare tra gli indirizzi da presidiare. E ancora, gioca in casa ma spostandosi dal capoluogo veneto alla montagna, l’Antica Bottega del Vino: lo storico locale veronese, tra le mete enogastronomiche più battute della città shakespeariana in quanto custode della tradizione dell’Amarone, ha una carta dei vini da oltre 21mila referenze e vuole portare il suo patrimonio nella perla delle Dolomiti. “Questo investimento rappresenta un’importante opportunità per la nostra realtà”, spiega Sabrina Tedeschi, presidente dell’azienda. “Il ristorante a Cortina sarà la vetrina internazionale d’eccellenza per raccontare e promuovere la tradizione di quella che è considerata da molti una pietra miliare dell’enogastronomia veneta”. Non in tempo per le Olimpiadi, ma approfittandone dell’onda lunga, pianterà la bandierina nella località veneta anche il Beefbar di Riccardo Giraudi: il ristorante, nato a Monte Carlo 20 anni fa e sbarcato a Milano nel 2023, aprirà le sue porte a Cortina d’Ampezzo il prossimo giugno, accompagnato dal format Rumore, bar con musica dal vivo presente al momento solo nel capoluogo lombardo, nella prestigiosa cornice di Portrait Milano. Intanto, il ristorante dolomitico Baita Piè Tofana, guidato dal patron Michel Oberhammer, dallo chef Federico Rovacchi e dalla maître Elisa Prudente è prossimo a un nuovo capitolo della propria avventura gastronomica, che lo vedrà trasferirsi questo mese nel centro di Cortina d’Ampezzo, all’interno dello storico Grand Hotel Savoia, proprio negli spazi che ospitavano il 1224 Restaurant Cortina, di cui manterrà il nome. Il nuovo indirizzo segna un’evoluzione naturale per il team di Baita Piè Tofana, in un contesto più accessibile e centrale rispetto alla precedente location ai piedi delle Tofane. Il ristorante, annesso al Grand Hotel Savoia, sarà gestito in modo indipendente dal team di Baita, che si trasferirà integralmente nella nuova sede.

Sempre nel cuore di Cortina cambia veste il Rifugio Faloria, storico riferimento della montagna ampezzana da tempo in attesa di rilancio. Rilancio che si sta concretizzando sotto l’egida di Super G, società che fa capo a 5 Club e che gestisce, appunto, diversi format di ‘club’ in montagna. Quest’inverno Super G si prepara ad inaugurare il Faloria Mountain Club, aprendo al pubblico tre nuovi spazi – il bar al piano terra, il ristorante Meraviglioso al primo piano e la nuova terrazza panoramica après-ski – ma il restyling completo vedrà la luce nella stagione 2026-27.

Fermento, intanto, anche sul versante hospitality: se si pensa che per i giochi olimpici in programma dal 6 al 22 febbraio a venire (seguiti dai giochi paralimpici dal 6 al 15 marzo) l’Italia si aspetta un’ondata da due milioni di turisti, non è difficile immaginare come l’epicentro dall’evento si stia preparando ad accogliere un’affluenza senza precedenti. Se svariate strutture ricettive saranno destinate solo a staff e stakeholder, altrettante daranno invece il benvenuto ai turisti. Con quest’ultimo intento aprirà nella località alpina il Grand Hotel Ampezzo, nato sotto il cappello di Dhom-Collection, gruppo che include ora anche Residence Savoia Palace, Hotel Savoia Cortina e Lajadira Hotel&Spa. Da poco riaperto, in tempo per il grande evento, anche l’Hotel Ancora Cortina, nato nel lontano 1820 e rilevato cinque anni fa da Renzo Rosso, patron di Diesel, che l’ha acquistato per quasi 20 milioni di euro per poi sottoporlo a una ristrutturazione dal valore perfino superiore a quello del deal.

Non solo Dolomiti

Se Cortina sarà indubbiamente il palcoscenico d’elezione dei mesi a venire e di tutto il 2026 post-Olimpiadi, non si tratta naturalmente dell’unico contesto alpino in fermento.

Per incontrare diverse nuove aperture, però, non c’è bisogno di allontanarsi troppo. Con una visuale d’eccezione sulle Dolomiti, Bolzano ospita la nuova avventura dello chef tristellato Norbert Niederkofler, che debutta nell’hotellerie: a maggio la sua holding Mo-Food ha assunto la guida di Ansitz Heufler, dimora storica del 1580 situata a Rasun di Sopra, in Val Anterselva (Bolzano). Restaurato, lo spazio è diventato un hotel con diverse camere e un’osteria, guidato dal consueto motto dello chef, “Cook the Mountain”. Cambiando completamente format, intanto, a ottobre, arrivano proprio a Bolzano – dalla Capitale – anche i gelati artigianali di Günther. A ben guardare si tratta di un ritorno a casa per il maestro gelatiere altoatesino Günther Rohregger, che con questo nuovo progetto dà vita a uno spazio che ospita anche caffetteria e dehors e che sorge all’interno di un progetto di riqualificazione urbanistica del capoluogo.

Spostandoci in Piemonte, nel cuore della Valsesia, si muove invece Maio Group: il player attivo nella ristorazione con insegne quali Maio Restaurant (all’interno di Rinascente Milano e Roma Tritone, e Tolcinasco) e l’Alfa Romeo Caffè & Bistrò di Arese guarda proprio ad Alagna. Prevista per il prossimo giugno, infatti, l’apertura di due nuovi ristoranti, nell’ambito del progetto Mountain Village sviluppato da Bertini srl. Uno dei due opening sarà rappresentato dal Maio Restaurant & Wine Bar, che riproporrà il format distintivo del gruppo con una cucina guidata dall’executive chef Luca Seveso; l’altro consisterà, invece, in un format del tutto nuovo, il cui nome è ancora da svelare, dedicato alla convivialità alpina, pensato per un pubblico ampio e informale, con un bar che prevederà anche un intrattenimento serale con dj set. “Il progetto di Alagna – ha raccontato a Pambianco Wine&Food Alessandro Maio, founder e portavoce del gruppo – unisce la nostra visione contemporanea del ristorante con l’autenticità del territorio e la voglia di contribuire attivamente alla crescita turistica della valle.”

Muovendoci invece verso ovest, in Valle d’Aosta, Valtur debutta nell’après-ski: il player dell’hospitality che fa capo al Gruppo Nicolaus, si cimenterà con la gestione diretta di un rifugio ad alta quota, a 2.600 metri a Plain Maison, rinomata località della zona di Cervinia. Si chiamerà The Sky Club – Valtur Cervinia e la sua apertura è prevista a inizio dicembre. Ancora più a nord, andirivieni anche in Svizzera. Nella lussuosa St. Moritz, lo storico Grand Hotel des Bains Kempinski sembrerebbe prossimo a una svolta gastronomica inattesa: il lusso informale di Crazy Pizza (che fa capo al gruppo Majestas di Flavio Briatore e Francesco Costa) si prepara – con la stagione invernale 2025-26 – a prendere definitivamente casa nell’albergo a cinque stelle, dopo diversi esperimenti stagionali, prendendo il posto del ristorante gourmet Da Adriano. Appena più in là dei fasti di St. Moritz, a Celerina, l’hotel 4 stelle superior Cresta Palace è pronto a salutare la stagione invernale con una nuova proposta gastronomica: lo chef tedesco di origini aramaiche Moses Ceylan, già premiato con due stelle Michelin al ristorante Einstein di St. Gallen, prenderà le redini del ristorante Ya Mama by Moses Ceylan. Il motto del nuovo locale è “casual dining: piatti semplici con cuore e passione”.

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