L’Italia sostiene i conti di Angelini Wines & Estates, che stima di chiudere l’anno fiscale in corso in linea con il precedente. Lo ha raccontato il CEO Alberto Lusini a Pambianco Wine&Food, specificando la buona performance del canale Horeca, in particolare di enoteche e fine dining, soprattutto da parte del brand Bertani (che incide sul 50% del business), a fronte di una maggiore difficoltà nella fascia entry level della ristorazione e del -1% in Gdo, che rappresenta il 20% del business complessivo.
In termini di tenute, il manager ha ricordato i risultati positivi ottenuti dal rilancio della cantina marchigiana Fazi Battaglia, contrapposti alla flessione delle aziende toscane (Val di Suga, Tenuta Trerose e San Leonino).
Per quanto riguarda l’estero, che genera il 50% dei ricavi, il 2025 “è stato uno degli anni più difficili di sempre – afferma Lusini – e non solo per i dazi, ma anche, per esempio, per gli effetti valutari e la riduzione dei magazzini. In particolare, se gli Stati Uniti stanno affrontando delle difficoltà, l’Asia è in totale crisi. Canada, Germania e Nord Europa , invece, stanno performando bene. In generale, stiamo perdendo un po’ di terreno”.
Nel complesso, pertanto, l’azienda vitivinicola parte di Angelini Industries, gruppo multibusiness che opera nei settori di salute, tecnologia industriale e largo consumo, stima di chiudere l’anno tra i 25-26 milioni di euro, e quindi in linea con i 25,6 milioni del 2024, ma con un ebitda in miglioramento del 30% sull’esercizio precedente, chiuso con -978mila euro.
Nel frattempo, il gruppo prosegue gli investimenti in ospitalità, avendo avviato i lavori in Valpolicella Classica per lo sviluppo di un polo dedicato all’interno di Tenuta Novare, che vedrà la luce nell’estate del 2027
“Attualmente – spiega Lusini – l’ospitalità rappresenta una parte ridotta delle nostre attività, con un fatturato che non supera il milione, includendo anche le vendite dirette. Il nostro obiettivo è far crescere questo segmento in modo significativo”.
