L’enoturismo genera un indotto di 150 milioni di euro sul territorio di Montalcino. È quanto raccontato dal Consorzio del vino Brunello di Montalcino basandosi sui dati dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly, secondo cui ogni volta che a Montalcino viene aperta una bottiglia di Brunello si genera un impatto positivo sul territorio di 117 euro.
Nel 2024 le presenze nelle strutture ricettive hanno sfiorato quota 233mila, pari al +6,3% sul 2023 e quasi al +30% sul 2019. Secondo l’analisi, l’enoturista-tipo è straniero nel 71% dei casi e per quasi 2/3 di essi proviene da aree extraeuropee. Con 50mila presenze lo scorso anno (+47%), gli Stati Uniti rimangono ampiamente il primo incoming turistico straniero, ma forti crescite si sono registrate anche dai Paesi dell’Est Ue (+87%), e dal Far East e Oceania, con Australia, Corea del Sud e Cina (+115%). In aumento anche gli ospiti europei provenienti da Spagna (+108%), Polonia (+89%) e Francia (+43%). In generale, dopo i turisti italiani, che rappresentano il 29% della quota sul totale pernottamenti, seguono statunitensi (21%), tedeschi (9%), brasiliani (5,3%), inglesi e canadesi.
Per quanto riguarda i primi due quadrimestri del 2025, il trend segna un ulteriore +0,6%, con circa 130mila presenze solo nel periodo maggio-agosto.
Secondo l’analisi, l’enoturista-tipo soggiorna in media per 2,4 giorni sfruttando i 12 esercizi alberghieri presenti, di cui tre a 5 stelle, a cui si sommano 180 strutture extra-alberghiere (tra cui gli agriturismi) – le soluzioni più gettonate -, oltre a decine di ristoranti (due gli stellati), enoteche e wine bar.
“Un moltiplicatore di ricchezza, quello dell’enoturismo, che influisce positivamente sulle imprese vitivinicole, alle prese con un’agenda difficile tra dazi Usa e calo dei consumi, ma anche sull’intera economia del territorio di Montalcino, per un beneficio diretto e indiretto da oltre 150 milioni di euro”, commenta Giacomo Bartolommei, presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino.
Nel frattempo, la denominazione archivia i primi 10 mesi dell’anno con un imbottigliato 7,63 milioni di pezzi, a fronte dei 7,69 milioni dello scorso anno, secondo l’analisi realizzata su base Valoritalia usando i contrassegni di Stato consegnati. “Rilevante l’effetto traino”, fa sapere il consorzio, della nuova annata 2021, che entrerà in commercio a gennaio.
“Non c’è necessariamente una correlazione automatica tra imbottigliamenti e prodotto venduto – ha detto Bartolommei – ma il dato è comunque un indicatore interessante in chiave di mercato che ci riporta in linea di galleggiamento dopo mesi più complicati”.
