La Dop economy italiana ha raggiunto quota 20,7 miliardi di euro di valore alla produzione nel 2024 (+3,5%), contribuendo per il 19% al fatturato complessivo dell’agroalimentare nazionale. È quanto emerge dal Rapporto Ismea-Qualivita 2025, l’analisi della Dop economy italiana sui valori economici e produttivi dei settori Dop Igp agroalimentare, vitivinicolo e, per la prima volta, delle bevande spiritose.
Un aumento sostenuto dal comparto cibo, che ha messo a segno un +7,7% superando i 9,6 miliardi di valore alla produzione (il fatturato al consumo finale è di 18,57 miliardi), complice soprattutto l’aumento di formaggi (+10,5%), ortofrutticoli (+6,0%), aceti balsamici (+7,9%), paste alimentari (+11%), oli di oliva (+46,9%) e carni fresche (+4,3%). Stabile, invece, il vino imbottigliato a quota 11 miliardi.
Nella Gdo italiana, la spesa per i prodotti Dop Igp è cresciuta dell’1,1% a 6,2 miliardi, di cui 4,3 miliardi in prodotti alimentari (+1,2%) e 1,9 miliardi in vino (+0,9%).
Una notevole spinta alla crescita arriva poi dall’export, che, con un +8,2%, tocca i 12,3 miliardi, “grazie – si legge nel rapporto – al ‘doppio record’ del settore cibo (+12,7% a 5,15 miliardi, evidenziando un incremento a doppia cifra per formaggi, ortofrutticoli e cereali, oli di oliva, ndr) e del settore vino (+5,2% a 7,19 miliardi, rappresentando l’88% dell’export vinicolo italiano, ndr)”.
Complessivamente, per cibo e vino, l’export cresce sia nei Paesi Ue (+5,9%) che nei Paesi Extra-Ue (+10,4%), con gli Usa primo mercato di destinazione con oltre un quinto (22%) delle esportazioni italiane Dop Igp.
“I risultati della Dop economy confermano, ancora una volta, la forza e l’unicità del nostro sistema agroalimentare”, afferma Francesco Lollobrigida, Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le Indicazioni Geografiche garantiscono una protezione del saper fare e vedono l’Italia leader mondiale nel numero di prodotti”.
