Il gruppo di ristorazione La Gioia Collection stima di chiudere il 2025 con circa 18 milioni di euro di fatturato, contro i 15 milioni di euro del 2024, quando aveva registrato un ebitda superiore al 35%. Nel 2026, inoltre, punta a raggiungere 25 milioni di euro di ricavi, “quando tutti e cinque i ristoranti saranno a pieno regime”, racconta a Pambianco Wine&Food il founder Redi Shijaku.
Il giro d’affari è destinato a crescere grazie alle ultime nuove aperture: Osteria Afrodite, inaugurata a dicembre dello scorso anno, e Al Baretto Sant’Ambrogio, aperto in questi giorni. Nel complesso il gruppo conta cinque locali sviluppati nelle due categorie di ristoranti fine dining e osterie: del primo gruppo rientrano La Gioia (via San Marco, 38), Al Baretto San Marco (via Marsala, 2) e la new entry Al Baretto Sant’Ambrogio, mentre le osterie includono Osteria Serafina (via Luigi Sacco, 9) e la già citata Osteria Afrodite (via Donatello, 9).
Tra tutte le location, La Gioia “resta un traino dei ricavi importante, ma tutti i brand stanno andando a gonfie vele, ciascuno con una propria identità precisa e riconoscibile” continua l’imprenditore.
Riguardo a prossime aperture all’orizzonte, “abbiamo ricevuto diverse richieste di partnership per l’estero, ma non abbiamo ancora deciso se collaborare con qualcuno”, conclude Shijaku. In questa fase “vogliamo andare pienamente a regime a Milano, anche perché la nuova location di Al Baretto Sant’Ambrogio è proprio di fronte al quartier generale di Langosteria, e ci aspetta un lavoro intenso per affermarci in una delle aree più competitive e stimolanti della città”. Nel complesso, “il nostro gruppo, pur essendo recente, sta abbracciando ogni tappa a una velocità impensabile per una città complessa come Milano”.
