Gruppo Cavit ha archiviato l’esercizio 2024-25, al 31 maggio scorso, con un fatturato consolidato di 243 milioni di euro, in calo del 4% rispetto all’esercizio precedente. La flessione è attribuibile, come spiegato anche per l’anno precedente, “all’uscita definitiva di Casa Girelli dal perimetro di consolidamento”, riporta la società. Si affiancano un utile di quattro milioni di euro, in flessione rispetto ai 4,9 milioni del periodo precedente, e un patrimonio netto consolidato di oltre i 123 milioni di euro, contro i 120 milioni del 2023-24.
Le vendite all’estero, che contano il 75% del fatturato, “confermano l’efficacia della strategia distributiva di lungo periodo basata sulla diversificazione geografica”. Negli Stati Uniti, che rappresentano il principale sbocco commerciale, Cavit “mantiene la leadership nel segmento Pinot Grigio nonostante le complessità legate all’introduzione dei dazi, ai quali il gruppo ha risposto con un approccio diversificato, modulando strategie di prezzo e investimenti promozionali in collaborazione con importatori e distributori”.
In Europa, la Germania mostra segnali di recupero nella grande distribuzione, mentre in Olanda si registra una crescita moderata ma costante. Inoltre, il Regno Unito mantiene performance positive nel canale Horeca. Per quanto riguarda i mercati asiatici, Corea del Sud e Giappone “mostrano un crescente apprezzamento per i Metodo Classico Trentodoc, mentre in Cina, nonostante la contrazione generale dei consumi, sono state avviate partnership promettenti con due compagnie aeree nazionali per la presenza dei vini Cavit a bordo”.
Infine, al brand Altemasi è dedicato un piano di investimenti con l’avvio dei lavori per l’ampliamento della cantina, il cui completamento è previsto per il biennio 2028-29. “L’intervento prevede l’aumento della capacità produttiva e di stoccaggio, ottimizzando al contempo l’efficienza logistica ed energetica dell’intero ciclo produttivo”.
