Cadis 1898 ha chiuso l’esercizio 2024-25 in flessione, sia in termini di ricavi che volumi. Il fatturato si è attestato sui 120 milioni di euro, in calo del 7%, mentre i volumi hanno registrato -13%. Stabili, invece, ebitda e utile netto che hanno registrato rispettivamente 8,8 milioni di euro, contro gli 8,5 milioni dell’anno precedente, e 370mila euro, contro i 230mila del 2023-24.
Il mercato domestico ha raggiunto il 59% delle vendite, lasciando all’export il 41%, mentre in termini di prodotti il confezionato ha inciso per il 58% e lo sfuso per il 42%. In particolare, il 55% è stato coperto dai marchi propri e il 45% dalle private label.
Il dato dei ricavi “non basta a giudicare l’anno: abbiamo difeso i margini e messo al centro i soci”, commenta il presidente Gabriele Posenato. “Abbiamo riconosciuto 60,5 milioni di euro ai soci conferitori come liquidazione delle uve in un’annata quantitativamente scarsa ma qualitativamente valida. Gli investimenti, dalla terza linea di imbottigliamento al fotovoltaico, sono coperti e ci rendono più efficienti e competitivi per i prossimi esercizi.”
In parallelo, Cadis 1898 ha completato un piano di investimenti di circa sette milioni di euro: l’avvio della terza linea di imbottigliamento e l’impianto fotovoltaico nella sede di viale della Vittoria, gli interventi di termoregolazione e l’upgrade dei siti produttivi già in larga parte coperti da contributi pubblici. L’effetto atteso “è un miglioramento strutturale dell’efficienza e quindi dei margini futuri, con benefici sia economici sia ambientali”, riporta l’azienda.
“Entriamo nel 2025-26 con un assetto industriale più efficiente, un mix equilibrato tra marca e private label e una presenza internazionale che pesa il 41% del fatturato: la rotta è creare valore stabile in un contesto più selettivo, che nell’ultimo anno ha visto una ripresa delle vendite di vini bianchi a discapito dei rossi”, conclude il direttore generale Alberto Marchisio.
