Nato nel 1925 con il marchio di strumenti da cucina Paderno – e oggi comprendente anche i brand Sambonet, Arthur Krupp, Rosenthal, Ercuis e Raynaud – Arcturus Group ha presentato a Host diverse novità di prodotto, arrivate nell’anno che celebra il secolo di vita del primo brand creato dalla Famiglia Coppo la cui evoluzione ha dato vita al gruppo odierno. “Abbiamo portato in fiera tante innovazioni – spiega a Pambianco Wine&Food Giovanni Coppo, AD di Sambonet Paderno Industrie, parte di Arcturus – che rispondono sempre di più anche al mondo Horeca che oggi rappresenta il 50% del nostro giro d’affari. Dal punto di vista economico il gruppo ha chiuso il suo 2024 con un fatturato di 165 milioni di euro, in calo (-14%) rispetto al 2023, che però era stato un anno record, a sua volta in crescita del 12% rispetto al 2021. L’export dominante ha rappresentato l’80% delle vendite”.
Proprio analizzando l’andamento del settore a margine della fiera milanese, il manager ha poi fatto il punto anche su un anno 2025 che si avvia alla conclusione. “Considerato quello che sta succedendo nel mondo, siamo soddisfatti: per quanto riguarda il canale tradizionale casa l’anno in corso segnerà infatti una piccola crescita. Il mercato resta difficile da leggere perché noi abbiamo anche una grossa quota di export, pari a due terzi del turnover del gruppo, e quindi siamo anche esposti alle fluttuazioni dei mercati internazionali. Di contro, per quanto riguarda il canale Horeca, il mercato continua ad essere in crescita: in particolare nel mondo dell’ospitalità abbiamo un posizionamento chiaro, siamo uno dei premium player nel settore, e questo ci permette di lavorare su progetti di alta gamma che sono quelli che in questo momento soffrono un po’ di meno”.
Più a lungo termine, guardando al 2026 e oltre, infine, il gruppo che adesso comprende dieci brand non esclude di ampliare il suo ventaglio di proposte. “La mia idea – conclude Giovanni Coppo – è che noi abbiamo già un pacchetto di marchi straordinari; basti pensare che Paderno è solo l’ultimo dei nostri brand che compie cento anni, mentre tutti gli altri che abbiamo acquisito hanno già oltre un secolo di vita. Quindi quello che stiamo facendo in via prioritaria è lavorare sui valori e sulla brand identity per posizionarli al meglio in questo mercato che è sempre più affollato di competitor. Detto ciò il nostro dna resta quello di crescere per acquisizioni e quindi ci guardiamo sempre attorno”.
