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Accordo con Mercosur, ok da Commissione Ue: opportunità per l’Italia

Ph. Isabela Kronemberger

Accordo con Mercosur, ok da Commissione Ue: opportunità per l’Italia

by Redazione
4 Settembre 2025

La Commissione Europea, in data 3 settembre 2025, ha approvato l’accordo commerciale tra l’Unione Europea (Ue) e il Mercosur, composto da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Questo accordo, frutto di oltre 20 anni di negoziati, rappresenta il più grande trattato commerciale mai stipulato dall’Ue e crea una zona di libero scambio che coinvolge oltre 700 milioni di persone e quasi un quarto del Pil mondiale. Il trattato è ora in fase di ratifica, che dovrà essere approvato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea, e, se ratificato, entrerà in vigore entro la fine del 2025.

L’accordo potrebbe offrire nuove opportunità di crescita per l’agroalimentare italiano, che, soprattutto a seguito dell’imposizione dei dazi sotto l’amministrazione Trump, vede le proprie esportazioni a rischio.

“L’apertura al Mercosur è un segnale importante in favore del libero mercato proprio in un periodo in cui sembrava se ne fossero perse le tracce”, ha affermato Lamberto Frescobaldi, presidente di Unione italiana vini (Uiv). “Per il mondo del vino il partenariato con una popolazione latina da 270 milioni di abitanti rappresenta certamente un’opportunità di business. Oggi, con i dazi statunitensi, la parola d’ordine è diversificare uno spettro commerciale ancora troppo concentrato su pochi mercati di sbocco, Usa in primis”.

Secondo l’Osservatorio Uiv, il Brasile – primo buyer tra i quattro Paesi Sudamericani – ha chiuso il primo semestre con un valore degli ordini di vino italiano di 18,5 milioni di euro (+5,5%), con i fermi/frizzanti a +8,5%. Inoltre, le importazioni di vino europeo da qui hanno raggiunto nel 2024 i 190 milioni di euro, in aumento del 41% negli ultimi cinque anni. In un mercato che, anche per effetto dei dazi, è dominato dal produttore cileno (186 milioni di euro) e dai vini argentini (90 milioni), il primo fornitore è il Portogallo (75 milioni di euro), seguito dalla Francia (50 milioni) e dall’Italia con 40 milioni di euro. “Numeri questi destinati a crescere considerevolmente in virtù del possibile progressivo azzeramento di un dazio che oggi pesa per il 27%”, si legge in una nota.

Mentre le opportunità di crescita per l’agroalimentare italiano sembrano promettenti, le preoccupazioni sulle misure di tutela e sulla qualità dei prodotti importati non mancano.

“Accogliamo con favore i passi avanti fatti a Bruxelles – commenta Giacomo Ponti, presidente di Federvini – ma è indispensabile che le misure di tutela siano concrete, rapide e realmente applicabili. Solo così si potrà garantire un equilibrio tra apertura dei mercati e protezione del nostro sistema produttivo. Il made in Italy non può essere messo in competizione con prodotti che non rispettano gli stessi standard qualitativi, ambientali e sociali. Ogni decisione sulla ratifica dell’accordo dovrà partire dalla difesa delle nostre eccellenze”.

“Confeuro – aggiunge Andrea Tiso, presidente nazionale della Confederazione degli Agricoltori Europei e del Mondo – intende ribadire ancora una volta la sua totale contrarietà al recente accordo Ue-Mercosur perché, così com’è strutturato, rischia di danneggiare le produzioni europee e le economia di migliaia di piccoli e medi agricoltori. Come organizzazione che opera quotidianamente per la tutela del settore primario, siamo molto preoccupati per questa intesa visto e considerato che, a nostro giudizio, non garantisce il principio di reciprocità, senza il quale rischiano di entrare nella Ue prodotti agroalimentari sudamericani che, nonostante gli impegni previsti nel trattato, potrebbero non rispettare gli stessi standard qualitativi e di sicurezza alimentare di quelli europei”.

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