Sotto l’ala di J.P. Morgan Asset Management, che aveva acquisito la proprietà di entrambi i brand nel 2022, Pernigotti ingloba Walcor attraverso una fusione per incorporazione. La nuova realtà conta su un fatturato annuo di circa 70 milioni di euro e oltre 340 addetti (tra stabili e stagionali), con una presenza export in quasi 50 Paesi. “Questa fusione strategica – si legge in una nota – mira a semplificare la struttura, ampliare l’offerta commerciale e migliorare l’efficienza operativa, favorendo una gestione più agile e decisioni rapide”.
Le attività produttive proseguiranno negli stabilimenti di Novi Ligure (Alessandria, dove ha sede Pernigotti) e Pozzaglio ed Uniti (Cremona, dove ha sede Walcor), mantenendo l’eccellenza qualitativa.
Francesco Pastore è stato nominato amministratore delegato del gruppo, mentre Attilio Capuano, “che ha guidato le aziende fino a questa integrazione, riceve il ringraziamento per il suo operato”. Luigi Mastrobuono è confermato presidente del cda.
“Il mio impegno – commenta Pastore – sarà valorizzare le sinergie, espandere la nostra presenza globale e ispirare il nostro team a raggiungere nuovi traguardi. Insieme, costruiremo un futuro di successo”.
“Questa fusione – aggiunge Mastrobuono – è la dimostrazione della nostra visione nel sostenere e rilanciare le eccellenze italiane. Ora unite, Pernigotti e Walcor rappresentano un modello di successo del Fondo di salvaguardia per i Marchi Storici“. Quest’ultimo, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestito da Invitalia, era entrato nella compagine societaria della Pernigotti Holding nel 2023 per una quota pari al 25%, mentre il restante 75% fa capo a Jp Morgan. I due soci cooperano nella stessa misura anche in Walcor.

