È nel cuore delle Dolomiti che si sviluppa l’universo firmato Norbert Niederkofler, chef altoatesino che ha fatto della montagna, sua terra natia, un’intera filosofia di vita e culinaria. Divenuto celebre con il tristellato St. Hubertus, a San Cassiano (Bolzano), chiuso due anni fa, lo chef oggi vanta, nella medesima provincia, Atelier Moessmer Norbert Niederkofler e Alpinn by Norbert Niederkofler. Attraverso la holding Mo-Food, azienda di consulenza a 360 gradi nel mondo del cibo, lo chef ha poi assunto la guida di Horto, ristorante milanese di cui si occupa, nello specifico, della direzione strategica e operativa.
A ciò si è aggiunto di recente anche Ansitz Heufler, dimora storica del 1580 situata non lontano dai suoi ristoranti in Alto Adige. Quest’ultima segna il debutto diretto dello chef nel mondo dell’hotellerie ed è in grado di accogliere una ventina di ospiti, con al suo interno un’osteria. “Ci è stata fatta questa proposta e abbiamo deciso di accettare per una serie di ragioni”, raccontano a Pambianco Wine&Food Magazine Norbert Niederkofler e Alex Obermair, corporate director f&b operations di Mo-Food. “In primis la location è bellissima, e poi l’Atelier Moessmer ha bisogno di camere, cosa già prevista nel progetto iniziale, e infatti stiamo lavorando per crearle anche lì”.
In particolare, “diamo il via al progetto di ospitalità in questa struttura, dove vogliamo offrire un’esperienza completa: dalla colazione, al pranzo, che sarà soprattutto all’Alpinn, fino alla cena, che può essere sia all’interno della struttura con la nuova osteria, sia all’Atelier. L’obiettivo principale è completare l’offerta e creare ulteriori sinergie tra le nostre diverse attività. Infatti, metteremo a disposizione dei nostri ospiti un servizio navetta per collegare camere e ristoranti”.
Il prossimo 11 luglio, all’interno di Ansitz Heufler, verrà aperto un nuovo ristorante. “Sarà un’osteria con piatti tipici del territorio – spiegano – per la cui realizzazione collaboreremo anche con i contadini locali. Il tutto, ovviamente, avverrà in sinergia con Atelier Moessmer, che è il centro nevralgico del gruppo dove avviene la formazione dei dipendenti e la definizione dei piatti. Inizialmente, l’osteria sarà aperta a tutti per il servizio della cena, con non più di 40 coperti, e poi valuteremo se estendere il servizio”.
Un universo, quello che comprende Mo-Food, Atelier Moessmer e Alpinn, che ha generato otto milioni di euro nel 2024, in crescita rispetto ai sei milioni dell’anno precedente. “I numeri sono in linea con le attese, pur con le sfide che dobbiamo affrontare, dal meteo alla cadenza delle festività. Per esempio, la Pasqua tardiva ha impattato sull’Alpinn, che è un ristorante sulle piste da sci. Atelier Moessmer procede bene”, concludono Niederkofler e Obermair. “Ci sono certamente degli alti e bassi e non è facile capire quale direzione prenderà il mercato. Però abbiamo sempre pensato che, davanti ai problemi, bisogna reinventarsi. Noi stiamo facendo proprio questo e ne siamo soddisfatti”.
L’intervista completa sarà pubblicata sul numero di giugno-luglio di Pambianco Wine&Food Magazine.
