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L’Amarone traina Masi Agricola. Renzo Rosso fuori dal cda

Sandro Boscaini

Masi archivia il 2024 stabile a 66,8 milioni di euro

by Redazione
6 Maggio 2025

La generalizzata riduzione dei consumi di vino e il proseguimento del de-stocking iniziato a fine 2022 da parte della rete distributiva hanno inciso sul 2024 di Masi Agricola. La cantina veneta ha chiuso lo scorso esercizio fiscale con ricavi consolidati a quota 66,8 milioni di euro, segnando un +0,6% sui 66,4 milioni dell’anno precedente. Nello specifico, dopo un primo semestre a -8,8%, si è assistito a un miglioramento nella seconda parte del periodo, chiuso a +10 per cento.

In termini geografici, l’Italia ha segnato un timido +0,7% a 21,2 milioni di euro; gli altri Paesi europei un -6,6% a 20,6 milioni; le Americhe un +11,5% a 22,5 milioni, mentre il resto del mondo hanno assistito a una flessione del 19% a 2,5 milioni. Nello specifico, le Americhe hanno visto il Canada (storicamente il più volumetrico mercato export di Masi) in “grande recupero sull’esercizio precedente”, si legge in una nota, in particolare nell’ultimo trimestre, “grazie all’apertura delle vendite degli alcolici del canale private retail nella provincia dell’Ontario, finora ad esclusiva distribuzione monopolistica”.

Guardando alle tipologie, i vini di fascia top hanno leggermente diminuito la propria incidenza passando dal 29,4% del 2023 al 26,9% del 2024, mentre i premium wines hanno riportato un lieve incremento al 45,5% sul 44,9% dell’esercizio precedente. Di contro, i classic wines sono passati da un’incidenza del 25,7% al 27,6 per cento.

I vini veneti, e prevalentemente i rossi, “hanno sofferto in misura superiore alla media in particolari mercati, tra cui il Canada e la Scandinavia”. L’Amarone, “pur avendo incrementato i prezzi di vendita, denota un’accentuata pressione sulla marginalità derivante dai costi delle materie prime uva e vino, aumentati negli ultimi anni sia per le politiche della denominazione, che per i costi di gestione del vigneto”.

L’ebitda adjusted si è attestato a quota 6,7 milioni (pari a un margine del 10,1%), in calo sui 7,2 milioni dell’anno precedente; mentre l’ebitda reported sui sei milioni. Inoltre, l’ebit è sceso a 1,8 milioni dai circa tre dell’anno precedente, con un risultato netto consolidato che ha performato con una perdita di un milione di euro, contro un utile di 650mila euro nell’esercizio precedente.

“A livello di redditività, rispetto al 2023 – afferma il presidente Sandro Boscaini – impattano costi per servizi non ricorrenti, collegati all’adozione dello status di società benefit e del paradigma ‘Masi Green Governance’, unitamente agli oneri finanziari conseguenti agli importanti investimenti in corso, primo tra tutti il nuovo visitor center Monteleone21 in Valpolicella, una vera e propria ‘brand house’ su cui puntiamo anche in chiave enoturistica, che dallo scorso Vinitaly è aperta per eventi collettivi e che a breve aprirà anche quotidianamente per clienti individuali”.

Si ricorda poi che lo scorso anno la Red Circle Investments di Renzo Rosso è uscita dal capitale azionario dell’azienda, in cui deteneva una quota del 10 per cento.

Guardando al 2025, “i mercati – si legge nella nota – rimangono molto cauti: molte incertezze, anche collegate a criticità geopolitiche internazionali (ad esempio la ‘guerra dei dazi’ tra Usa e resto del mondo, i conflitti bellici ancora pesantemente in corso in Ucraina e Palestina, la corsa al riarmo internazionale etc.) rendono molto prudenti sia i consumatori che la filiera distributiva”.

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