La flessione della divisione wine & spirits di Lvmh prosegue anche nel 2025. Nel primo trimestre dell’anno sono state registrate vendite per 1,3 miliardi di euro, in calo dell’8% a livello reported e del 9% a livello organico. Champagne e vino hanno in generale riportato una flessione dell’1% a livello organico a 676 milioni di euro, mentre cognac e spirits sono scesi del 17% a 629 milioni.
Secondo quanto riportato dal colosso francese del lusso a cui fanno capo brand quali Dom Pérignon, Ruinart e Belvedere, lo champagne “ha segnato una leggera flessione, riflettendo la continua normalizzazione della domanda” e il Cognac “è stato penalizzato dalla minore domanda in Cina e negli Stati Uniti”. Di contro, il portafoglio di vini rosé della Provenza “ha avuto un buon inizio d’anno”.
La divisione wine & spirits è quella che registra il calo più importante dell’intero gruppo che ha archiviato il Q1 con vendite pari a 20,3 miliardi di euro, in calo del 2% (-3% a livello organico).
“In un contesto geopolitico ed economico instabile, Lvmh rimane vigile e fiducioso in questo inizio d’anno”, spiega in una nota il colosso francese. “Il gruppo rimane concentrato sullo sviluppo dei suoi marchi, guidato da una politica costante di innovazione e investimenti, nonché da una costante ricerca della qualità dei suoi prodotti, della loro desiderabilità e della loro distribuzione selettiva. Lvmh farà affidamento sul talento e sulla motivazione dei suoi team, sulla diversità delle sue attività e sul buon equilibrio geografico del suo fatturato per rafforzare ulteriormente la sua posizione di leadership globale nel settore dei beni di lusso nel 2025”.
I dati, condivisi nel tardo pomeriggio di ieri a Borse chiuse, hanno fatto calare dell’8,2% il titolo di Lvmh stamattina a causa dei risultati al di sotto delle aspettative degli analisti che, sulla scia dei risultati del Q4 2024, avevano previsto una crescita del 2 per cento.
Si ricorda che la divisione wine & spirits aveva archiviato il 2024 con una flessione dei ricavi dell’11% su base reported (-8% a livello organico) a quota 5,86 miliardi di euro.
