Nell’anno fiscale 2024-25, chiuso lo scorso 28 febbraio, Constellation Brands ha registrato ricavi per 10,2 miliardi di dollari (circa 9 miliardi di euro), in aumento del 2% (sia a livello reported che comparabile) sull’anno precedente. Nel solo quarto trimestre, i ricavi si sono attestati a quota 2,16 miliardi (+1%), battendo le stime degli analisti ferme a 2,13, si legge da Reuters. Un risultato sospinto dal business della birra, che comprende brand quali Corona e Modelo, che ha riportato un +5% a quota 8,5 miliardi, a fronte della flessione del 7% a 1,7 miliardi di vino e spirits.
Non a caso, contestualmente alla pubblicazione dei dati annuali, Constellation Brands ha annunciato la cessione a The Wine Group, azienda americana di bevande alcoliche con sede in California, di alcuni dei suoi marchi di vino mainstream, tra cui: Woodbridge, Meiomi, Robert Mondavi Private Selection, Cook’s, Simi e J. Rogét. Fanno eccezione i brand dal posizionamento più alto, tra cui l’italiano Ruffino. Questa operazione dovrebbe portare, secondo il gruppo, a un risparmio dei costi pari a 200 milioni di dollari entro il 2028.
Per l’anno fiscale 2026, Constellation Brands ha previsto un utile per azione adjusted nella forchetta tra i 12,60-12,90 dollari, sotto le stime degli analisti Lseg di 13,97 dollari a causa dei dazi annunciati da Trump lo scorso 2 aprile e poi sospesi. Nell’anno fiscale 2025, l’utile per azione si è attestato a 13,78 dollari.
Si ricorda, inoltre, che nelle scorse settimane Constellation Brands, attraverso il suo venture capital, ha acquisito una quota di minoranza in Hiyo, un social tonic biologico e analcolico nato negli Stati Uniti nel 2021.
