Gruppo Meregalli chiude il 2024 con una leggera crescita attestandosi sui 100,4 milioni di euro di ricavi contro i 99,4 milioni del periodo precedente. Nello specifico, il segmento del vino ha registrato un incremento del 6% per la società, mentre quello degli spirits ha osservato una contrazione del 3 per cento.
Riguardo alle performance delle consociate estere, che incidono per il 7% sul fatturato del gruppo, i numeri sono stati positivi per Meregalli Suisse e Meregalli Monaco con incrementi rispettivi dell’1,7% e del 9,7%, mentre Meregalli France ha raggiunto una flessione del 3,9 per cento.
La società, che continua a focalizzarsi su una politica di premiumization per tutte le categorie distribuite, ha visto un risultato positivo per il consumo fuori casa rispetto alle vendite a corpo che invece sono rimaste invariate durante il 2024. L’e-commerce ha mantenuto un buon andamento tornando ai numeri pre-Covid, sia in termini di bottiglie vendute che di fatturato.
Con il finire dello scorso anno e l’inizio del 2025 “è emerso un incremento del consumo tra le mura domestiche, verosimilmente dovuto a controlli più rigidi sulle strade”, ha dichiarato il gruppo. A tal proposito, “sarebbe saggio un intervento da parte delle autorità per facilitare gli spostamenti garantendo sicurezza anche a chi volesse concedersi un drink in più: incremento dei mezzi pubblici, inserimento di Uber soprattutto nelle zone dove i mezzi e taxi non arrivano in maniera capillare”.
A livello di tendenze di consumo osservate, i vini bianchi e rosé hanno superato i rossi. In particolare, tra i vini bianchi sono state preferite referenze provenienti, in particolare, da Borgogna, Australia e Usa, mentre tra le cantine italiane spiccano etichette del centro-sud Italia. Gli spumanti hanno mantenuto un andamento stabile, con risultati “rilevanti” per le zone di Alta Langa e Oltrepò, inseriti a listino di recente.
A proposito di champagne, per quelli a listino Meregalli si è registrato un incremento di fatturato dell’8,43%, in controtendenza con il mercato. Nel dettaglio Champagne Bollinger e Champagne Ayala hanno aumentato le vendite, crescendo rispettivamente del 10% e 5,7 per cento.
Si sono aggiunte poi nuove proposte riguardo a vini low alcol e analcolici: la prima novità a catalogo infatti è di Chateau Bonnet con un vino zero alcol.
Lato spirits, il gin è rimasto stabile in termini di vendite “in un mercato ormai saturo”; i brown spirits hanno chiuso in positivo “essendo un trend in crescita con spazio per nuovi investimenti”: il rum è cresciuto grazie anche agli ultimi inserimenti a catalogo e sono previste nuove acquisizioni per il 2025; in positivo anche il comparto whisky, con “un ottimo potenziale grazie alla proposta internazionale”. Le vendite di cognac sono, invece, rimaste ferme, insieme ad una flessione nel mondo grappa.
